Un pendolare dell’A4 e le code al casello «Tanti progetti su Dalmine, mai realizzati»

Un pendolare dell’A4 e le code al casello
«Tanti progetti su Dalmine, mai realizzati»

Una lettera che denuncia le code al casello autostradale di Dalmine e i continui disagi in autostrada. La scrive un pendolare bergamasco che ogni giorno percorre il tratto Dalmine-Agrate. Cosa ne pensi?

«Ormai sono quasi 3 anni che, come tante persone, faccio il pendolare in auto sull’autostrada A4, nello specifico nel tratto Dalmine-Agrate. In questi 3 anni, a parte i soliti aumenti fatti per altro con logiche a noi sconosciute così come i costi delle varie tratte, quello che ho visto è stato un continuo peggioramento durante le uscite dai caselli soprattutto di Dalmine e Capriate». Inizia così la mail di un nostro lettore, in viaggio sull’autostrada.

«Parlerò solo di quello di Dalmine che utilizzo più spesso e che, da quanto sapevo, doveva essere migliorato per evitare le continue code che si formano durante le ore di punta. Si diceva che Società Autostrade avrebbe dovuto implementare delle modifiche affinché chi usciva a Dalmine, poteva immettersi direttamente sulla nuova tangenziale, in modo da evitare il rondò di Dalmine. Bene, tutto questo non è stato fatto e, ad oggi, ci si trova in una situazione assurda in cui, a volte,la coda arriva fino sulla corsia di emergenza subito dopo l’autogrill. Ora, a parte la pericolosità di questa situazione e il rischio di incidenti, possibile che non si possa trovare una soluzione?»

«Più volte ho sentito sia i vigili di Dalmine (che logicamente possono ben poco) sia Società Autostrade le cui risposte sono sempre molto diplomatiche. L’ultima ricevuta qualche giorno fa recita: “Par di capire che il problema non è nel casello, ma nella viabilità” - continua il lettore -. Ovviamente il problema si è della viabilità esterna ma il casello di per sè non può più gestire la mole di traffico del giorno d’oggi».

«Per quel che mi riguarda di società autostrade che deve garantire la sicurezza prima di tutto. Invece quello che si vede sono continui lavori al manto stradale. Ogni due per tre asfaltano tratti di strada che non presentano buche o altro e tu ti chiedi il motivo. Oppure corsie di emergenza spesso piene di detriti (a volte anche pericolosi). Cosa accadrebbe se un mezzo di soccorso durante un intervento si danneggia per questi detriti? Di chi è la responsabilità ? Capisco che sia difficile gestire tutto questo ma a volte è evidente che ci siano delle gravi carenze e le risposte sulle possibili soluzioni siano inesistenti».

E conclude: «Andate a vedere come sono le autostrade ed i sistemi che hanno studiato per eliminare in parte alcuni caselli autostradali. Certo il traffico in confronto al nostro è inesistente, ma le soluzioni ci sono. Basta volerlo... come per tante altre problematiche esistenti nel nostro Paese».


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