Ungheria dice no, ma senza quorum
Migranti, oggi il ricordo delle vittime

Quasi all’unanimità ma senza quorum, l’Ungheria ha detto «no» all’obbligo di accogliere profughi per alleggerire il carico di altri paesi europei.

Lunedì i risultati definitivi del referendum.L’Europa ne dovrà tenere conto, afferma il premier Orban, e sarà proposta una modifica costituzionale. L’Italia nel frattempo celebra la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione: cerimonia in Senato, Alfano sarà a Lampedusa.

«Viviamo in un’epoca in cui milioni di persone migrano» ha premesso Orban. «L’Ungheria, per primo fra i paesi dell’Ue, ha consultato il proprio popolo al riguardo, e gli elettori ungheresi hanno rifiutato un sistema di ricollocamento obbligatorio dei migranti arrivati sul territorio dell’Ue - ha aggiunto -. Oltre 3 milioni di elettori hanno espresso un’opinione in questo senso. Bruxelles dovrà tenerne conto», ha detto ancora il premier.

E questo lunedì 3 ottobre si celebra la Prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione nell’anniversario di quel 3 ottobre di tre anni fa in cui si consumò nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, una delle più gravi stragi di migranti costata la vita a 386 persone che su una «carretta» del mare speravano una vita migliore. In Senato la giornata sarà ricordata nel corso di un incontro al quale parteciperà anche il presidente Piero Grasso.

Nell’isola di Lampedusa invece sono arrivati più di 200 studenti da tutta Italia e dall’Europa, accompagnati dai loro insegnanti, per confrontarsi concretamente sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione. È il progetto «L’Europa inizia a Lampedusa», promosso dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre, in occasione proprio della Giornata nazionale dei migranti.

L’Arci invece ha organizzato un flash mob alle 11 davanti al Pantheon, a Roma, per ricordare non solo il naufragio di tre anni fa ma anche le migliaia di migranti morti (solo dall’inizio dell’anno più di 3500), e chiedere «l’apertura di corridoi umanitari e una vera politica d’accoglienza». «Basta muri! Basta morti di frontiera!», è lo slogan dell’iniziativa. E in concomitanza con questo evento anche il Prix Italia si è svolto nell’isola siciliana. «A tre anni di distanza è ancora forte il dolore per le centinaia di vittime innocenti annegate per colpa di un sistema immorale, criminale ed egoista dell’Europa», dichiara il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

«L’Europa dovrebbe essere il primo Paese al mondo. Il problema è che non è un Paese. Questo impedisce di avere una buona politica sull’immigrazione attraverso una discussione democratica. Invece stiamo combattendo gli uni contro gli altri», ha commentato l’economista francese Jean Paul Fitoussi, presidente Ofce, parlando da Lampedusa dove ha partecipato al 68esimo Prix Italia.

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