Vallanzasca, condanna confermata Telecamere vietate in aula e lui protesta

Vallanzasca, condanna confermata
Telecamere vietate in aula e lui protesta

È stata confermata in appello la condanna a 10 mesi di reclusione e a una multa da 300 euro inflitta in primo grado a Renato Vallanzasca, accusato di aver rubato un paio di boxer e altra merce il 13 giugno dell’anno scorso in un supermercato a Milano. Lo hanno stabilito i giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Milano, che hanno accolto la richiesta del sostituto pg Maria Elena Visconti.

«Solo i giornalisti sono super partes», ha affermato in aula Renato Vallanzasca, che ha protestato per la decisione dei giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Milano di vietare le riprese televisive dell’udienza in cui è stata confermata oggi la condanna a 10 mesi per il furto, lo scorso 13 giugno, di mutande e altra merce in un supermercato. «Si tratta di un fatto disastroso - ha proseguito - perché mi toglie una possibilità di difesa».

Prima che si aprisse l’udienza i giudici avevano sostenuto la necessità di impedire le riprese «per tutelare l’interesse dell’imputato e perché manca un interesse pubblico». Vallanzasca e il suo difensore, l’avvocato Ermanno Gorpia, avevano dato invece parere favorevole.

Dopo una breve camera di consiglio, i giudici hanno confermato la decisione perché «il sostituto pg ha riferito il divieto del suo ufficio all’ingresso delle telecamere per motivi di sicurezza». Una «stretta» che, da quanto si è saputo, farebbe parte delle misure di sicurezza stabilite dopo la sparatoria dello scorso 9 aprile al Palazzo di giustizia. Gli operatori televisivi sono rimasti quindi all’esterno dell’edificio.


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