Via Carnate, i pendolari creano l’associazione «Binario morto»

Via Carnate, i pendolari creano l’associazione «Binario morto»

Dopo il Comitato pendolari bergamasco, nasce un’altra associazione tra i viaggiatori della linea Bergamo-Milano, in questo caso via Carnate Usmate. Il suo nome è decisamente molto d’effetto: «Binario morto». «Stanchi dell’odissea quotidiana cui siamo sottoposti - spiegano i viaggiatori che hanno creato questo nuovo gruppo - abbiamo costituito un comitato con un nome che vuol quasi essere una metafora della nostra “condizione”: binario morto. La nostra prima iniziativa è una lettera inviata a Trenitalia, a Rfi, alla Regione Lombardia e a Federconsumatori oltre che al Coordinamento pendolari. Una nuova associazione che trova subito la solidarietà del Comitato pendolari bergamasco: «Noi abbiamo tentato ripetutamente di costruire una rappresentanza stabile della via Carnate all’interno del nostro comitato, purtroppo senza riuscirci. Ci auguriamo che questa neoassociazione riesca a portare avanti con successo le sue rivendicazioni. Siamo a loro disposizione per collaborare al miglioramento della linea, che consideriamo fondamentale in relazione al polo universitario della Bicocca».E le richieste dell’associazione Binario morto sono dettagliate e molto chiare: «Viaggiamo in treno ogni giorno per lavoro, per studio, per necessità. Non abbiamo scelta, se vogliamo continuare a vivere dignitosamente - spiegano dalla nuova associazione -. Abbiamo scelto di usare le ferrovie perché non abbiamo altra scelta: da un lato la gomma è oltremodo sviluppata e intasata, dall’altro il prezzo della gomma cresce ben oltre la crescita dei nostri stipendi. Poiché noi, voi e il sistema delle infrastrutture tutto è così strettamente legato, ci sentiamo in diritto di far notare che cosa non funziona. Non è una richiesta fine a se stessa, non arriveremmo a dedicare il nostro tempo a cercare un modo di migliorare le condizioni di viaggio di tutti, fosse un capriccio!». E continuano: «I treni sono spesso in ritardo, frequenti sono le soppressioni. Con una soppressione di un treno, e mille pendolari in attesa è come se una persona si assentasse dal lavoro per quattro mesi! In caso di ritardo o soppressione l’annuncio “guasto al materiale rotabile” è piuttosto vago. Il materiale “rotabile” nuovo è inutile se questo non viene mantenuto: non cambio la mia autovettura in caso di guasto. Apprezziamo gli sforzi per le nuove carrozze condizionate, ma siamo meno felici quando il condizionatore è guasto per mancanza di manutenzione e i finestrini sono assenti». E poi: «Le linee a singolo binario sono un problema, spesso causa di ritardi. Per questo sono necessari interventi strutturali ben più sostanziosi, ma che una realtà come Milano merita». Binario morto non dimentica neppure la questione pulizia: «L’igiene delle carrozze lascia a desiderare: pensare che nel 2008 si viaggia con lo stesso tenore degli anni 50 fa pensare. Chiediamo quindi una seria revisione dei contratti di pulizia del materiale, con vincoli più stringenti per i contraenti. Avere del materiale più in ordine è un investimento che paga: viaggio più volentieri, il materiale dura di più, se è pulito non sporco (banale conoscenza dell’essere umano)».Ed ecco cosa la neoassociazione chiede a Trenitalia: «Se non è possibile avere treni nuovi o il raddoppio dei binari che almeno venga effettuata, da imprese "serie", la manutenzione periodica degli impianti, delle infrastrutture e dei treni. Inoltre chiediamo che Trenitalia e Rfi si impegnino a fornire informazioni tempestive, puntuali e dettagliate in caso di ritardo e/o soppressione. Inoltre chiediamo treni puliti, che sia ripristinato un meccanismo automatico di risarcimento dei danni ai pendolari dovuti a ritardi e soppressioni e che quindi il diritto alla mobilità venga garantito».(17/08/2008)

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