Condizionatori, occhio a regole e multe Vietato il fai da te: sanzioni pesantissime

Condizionatori, occhio a regole e multe
Vietato il fai da te: sanzioni pesantissime

Da un anno sono in vigore nuove regole: possono installare gli impianti solo operatori specializzati. E le sanzioni arrivano a 100 mila euro.

Condizionatori d’aria, impianti di refrigerazione, climatizzatori, pompe di calore, ma anche le apparecchiature fisse antincendio e le celle frigorifere dei camion: è una questione di gas. In particolare di gas fluorurati. Tutti questi sistemi e impianti di refrigerazione fanno uso per la loro alimentazione e funzionamento di cariche derivanti da fonti rinnovabili. Ma questo non significa siano esenti da rischi, oltre che ambientali anche in termini di sicurezza.

Così, dopo un primo regolamento del 2012 – con la creazione di un Registro dei gas -, dopo un successivo aggiornamento della legge nel 2014, dallo scorso gennaio 2016 questi sistemi e i loro proprietari sono sottoposti a una nuova regolamentazione, la cui disciplina coinvolge per primi operatori, installatori e manutentori.

L’obbligo del libretto

Per queste categorie vengono fissati nuovi obblighi, dal controllo di ogni singolo sistema alla compilazione della dichiarazione di installazione, un vero e proprio libretto-carta d’identità dell’impianto – finora non sempre rigorosamente osservato – al ferreo rispetto delle regole per il rifornimento con gas degli impianti, alla loro riparazione, ed eventualmente allo smaltimento dei gas residui. Una responsabilità che oltre a ricadere sugli operatori, ora investe in pieno e ancor più pesantemente gli stessi proprietari di impianti, siano loro società o imprese (con sistemi con potenza superiore alle 5 tonnellate equivalenti di CO2), siano singoli e comuni privati, proprio perché possessori di un condizionatore domestico installato in casa.

Le regole sono molto esplicite. E la tolleranza è arrivata a quota zero: le sanzioni sono pesantissime, da 7mila a 100mila euro. Anche perché ancora oggi sono molte le irregolarità e numerosi gli obblighi disattesi, non ultimi dai rivenditori ed esercizi commerciali.

Per questi ultimi, infatti, è vietato vendere al singolo privato un condizionatore domestico se quest’ultimo non si presenta nel centro commerciale o dal negoziante con un documento che indica l’operatore autorizzato che installerà l’impianto. Oggi questo passaggio quasi mai viene osservato.

Fuori legge a tutto gas

Altra irregolarità: la vendita di ricariche di gas refrigeranti ai singoli privati. I gas sono di diverso tipo, in funzione dell’impianto e della quantità che utilizza: l’R22, l’R134A, l’R410 l’R32 in quantità che variano dai 2,5 ai 7,4 kg. Un atto assolutamente vietato essendo prevista la cessione solo ad operatori specializzati e riconosciuti. Fatto che in moltissimi casi non si verifica: doppia infrazione quindi, del privato e dell’esercizio commerciale. Il responsabile di ogni impianto resta comunque e sempre il proprietario e risponde sempre di ogni irregolarità insieme con l’operatore.

Ma chi sono allora gli operatori autorizzati? Sono riconosciuti dalla legge come autorizzati all’installazione e alla manutenzione solo esclusivamente chi è in possesso di una licenza (patentino). Ma lo stesso operatore deve far parte (dipendente o titolare) anche di una società o impresa che sia certificata per poter svolgere questi interventi. Quindi, doppia autorizzazione. Il motivo è molto semplice: solo questi operatori hanno gli strumenti e conoscono le procedure per operare: il rischio altissimo, se fatto da altri soggetti “improvvisati”, sono le dispersioni di gas, la non tenuta dei collegamenti, la messa a rischio dell’impianto e il danno ambientale in termini di emissioni nocive e inquinanti ai fini anche dell’effetto serra. La verifica di questi obblighi – dalla tenuta del libretto alla certificazione su chi ha svolto i lavori di installazione – può essere chiesta anche dopo dieci anni. Senza questi documenti scattano le multe: da 7 a 100mila euro per privati, azienda o impresa irregolare che sia.


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