Firma la Carta di Milano, ecco come e perché

Firma la Carta di Milano, ecco come e perché

Grazie alla rivista eco.bergamo firmare la Carta di Milano diventa molto semplice. Con l’ultimo numero della rivista, uscito domenica scorsa, abbiamo infatti avviato una campagna per sensibilizzare ogni cittadino a sottoscrivere la Carta. Abbiamo aperto un profilo Twitter di cui vi invitiamo a diventare follower e l’indirizzo twitter è: @ecopuntobergamo (ecopuntobergamo). Potrete leggere le news e ogni novità anche direttamente sul sito de L’Eco di Bergamo all’indirizzo www.ecodibergamo.it
copertina giugno

copertina giugno
(Foto by Simone)

Expo 2015 lascerà una grande eredità. La lascerà al mondo intero. Ma la lascerà prima di tutto a ciascuno di noi, ad ogni singolo cittadino. Questa eredità è la Carta di Milano, il documento più importante attorno a cui ruota Expo – forse anche un po’ troppo lentamente – e che sul tema del cibo e dello spirito “Nutrire il Pianeta” sta chiamando tutti perché si metta una firma su quel documento: è un appello, niente affatto simbolico, perché ciascuno si impegni con ogni singola azione quotidiana a cambiare il proprio stile di vita, ad adottare un nuovo modello di consumi, a rendere il nostro pezzo di mondo quotidiano più sostenibile.

Un firma per evitare che sprechi di ogni genere di risorsa, da quella energetica alle tonnellate di alimenti che finiscono fra i rifiuti ogni giorno, possa affermare il diritto al cibo come uno dei principi costituzionali reali, oltre ogni diseguaglianza: oggi la fame nel mondo è in forte diminuzione, oltre 170 milioni di persone sono uscite da quella condizione. Ma restano altri 805 milioni a cui mancano ancora le condizioni minime per mangiare. Anche il nostro territorio è chiamato a rispondere a questo appello, a sostenere il diritto al cibo e la lotta allo spreco, dal diffondere sistemi di energia pulita ad adottare comportamenti responsabili e sostenibili nel nostro modo di vivere, spostarsi, consumare. In diversi Comuni della Bergamasca - chi solo qualcosa, chi con più convinzione – molte di queste azioni sono già state messe in atto.

Sull’ultimo numero del mensile “eco.bergamo”, il magazine di inchiesta e di informazione che mette al centro delle sue analisi tutti i temi della sostenibilità, è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione sulla Carta di Milano diretta al nostro territorio. Un’inchiesta che spiega perché è importante firmare la Carta di Milano, anche a Bergamo. E racconta come i Comuni di Nembro, di Brusaporto o il sindaco di Calusco d’Adda, fra i primi, abbiano già deciso non solo di formare la Carta di Milano, ma di anticipare molte azioni che recepiscono molti di quei principi.

Sul magazine eco.bergamo sono state indicate le modalità per partecipare a questa campagna sul territorio, dove trovare la Carta per poterla leggere, come firmare il documento. Un insieme di principi che è fondante di Expo 2015, ma che finora quella vetrina universale ha dimostrato di solo una sorta di grande gardaland, un luna park con tanti padiglioni da vedere, da ammirare come dentro a un grande gioco. Ma poi pochi i contenuti che vengono espressi, troppo orientata alla quantità e al mercato e molto poco o nulla alla qualità e alle persone. Insomma, non convince il modo in cui sta procedendo Expo 2015 e Lorenzo Berlendis, bergamasco, vice presidente nazionale di Slow Food Italia in un servizio di approfondimento non rinuncia a riflettere in maniera critica e costruttiva sul tema dell’alimentazione dentro la Carta e dentro Expo. Il movimento fondato e guidato da Carlin Petrini non ha ancora firmato la Carta di Milano: sono tutti principi condivisibili, ma in nessun passaggio, denunciano, chiarisce la responsabilità di ciascun attore coinvolto nella sfida alimentare, nel percorso che ha come obiettivo la fame zero. Si aspetta ottobre, per vedere quanto delle osservazioni sollevate in questi sei mesi di Expo, saranno accolte nella versione definitiva del documento. Berlendis rilancia anche su Bergamo le sue riflessioni e spiega che gli accaparramenti forzati delle terre sono la prima causa dei pesanti cambiamenti climatici, della perdita di sovranità alimentare, della forte riduzione di valore dei piccoli produttori locali di cibo, degli agricoltori principali investitori globali in agricoltura, e della messa in pericolo della biodiversità. Ma questi sono temi – spiega Berldendis - non da capi di Stato del G8 o del G20. Sono tutti problemi che richiedono soluzioni e interventi locali, dei nostri territori. Scelte che vanno prese insieme: cittadini, imprese, amministratori locali hanno il dovere di sensibilizzare su questi temi. La Carta è un ottimo punto di partenza. “Ma una corretta assunzione di responsabilità – spiega Berlendis - dovrebbe vedere da un lato la società civile denunciare la violazione di diritti e dall’altra le istituzioni rispondere offrendo politiche e strumenti legislativi contro le diseguaglianze, in cui siano garantiti a tutti i giusti mezzi di sostentamento, a difendere ambiente e lottare contro gli sprechi.

Solo insieme si possono impostare le strategie per cambiare i nostri sistemi alimentari”.

Il consumo di suolo ha fatto scempi ovunque, molto sull’onda di un sistema che degli oneri di urbanizzazione faceva la prima leva di entrate finanziarie per un Comune: la Val Brembana, la Val Seriana o la stessa Bassa Bergamasca in parte ne sono buone testimonianze. “Ma bisogna decidere anche che cosa produrre per alimentarci, quali modelli di consumo abbiamo scelto e, di conseguenza - spiega Berldendis -, quale stile di vita vogliamo adottare per poter dare priorità alla lotta agli sprechi di cibo, già sulle nostre tavole in casa, nelle mense delle scuole, degli ospedali, nelle aziende”.

Firmare la Carta di Milano è importante, per ridare centralità dell’agricoltura di piccola scala, difendere la biodiversità, garantire la sovranità alimentare. Ma deve essere il territorio a scegliere la direzione, a decidere quale modello di sviluppo economico locale scegliere, quale livello di equità e di sostenibilità adottare”. La rivista eco.bergamo apre questo spazio di dibattito e di confronto locale. Raccontando quanto viene fatto sul territorio, e chiedendo di partecipare alla campagna di sostegno alla carta di Milano. Nel numero in edicola domenica si spiega come fare, perché e quali vantaggi ricadranno sulla nostra comunità.

Ecco i link dove firmare:
www.carta.milano.it


s.casiraghi@laprovincia.it
Simone Casiraghi Scrivo e seguo da vicino l’innovazione, la tecnologia e le trasformazioni di prospettiva che provocano in ogni direzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA