Giovedì 12 Giugno 2014

Giovani artigiani

del digitale crescono

Ecco i giovani artigiani del digitale

Giovani artigiani del digitale crescono. Può capitare dentro a una delle nuove botteghe tecnologiche che vanno sotto il nome di FabLab. Oppure lungo un percorso strutturato, partendo da progetti con una forte vocazione innovativa, e che danno corpo alle più robuste start up. Maker o professionisti dell’innovazione, la nuova frontiera della creatività passa da questi laboratori tecnologici.

Le storie che vengono raccontate nel nuovo numero della rivista di green economy, eco.bergamo, in edicola domenica 15 giugno con L’Eco di Bergamo, testimoniano di questo nuovo corso. E i protagonisti sono i giovani, tutti neolaureati che hanno saputo realizzare progetti sostenibili da un punto di vista finanziario e imprenditoriale, partendo da una semplice idea. Anzi, di più: hanno saputo trasformare un’idea semplice in un prodotto o in un servizio caratterizzato da alti contenuti tecnologici e dall’applicazione diffusissima. A cominciare dalla propria comunità di riferimento.

E il primo dato che emerge, per esempio, nel raccontare la storia della società “Maply”, fondata da tre ragazzi e incubata al Point di Dalmine, è la loro capacità dimettere in relazione tecnologia e ambiente, smartphone e turismo, un’app dedicata e per il territorio bergamasco.

Un’attenzione all’ambiente, un approccio al taglio degli sprechi in un’ottica di riutilizzo degli scarti è, invece, la nuova macchina messa a punto da altri quattro ragazzi del FabLab di Bergamo: un prototipo che ricicla la plastica di scarto e la trasforma in materia prima vergine per le stampanti 3D.

Due storie esemplari, due modi diversi di guardare e interpretare il futuro in chiave sostenibile e di innovazione. Due storie testimoni della nuova era industriale, capisaldi della terza rivoluzione in fabbrica.

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