Il moscato chiama alla terra per difendere i sapori locali
Moscato di Scanzo

Il moscato chiama alla terra
per difendere i sapori locali

Tra i grandi temi di Expo 2015 c’è il fatto di considerare il cibo una identità socio-culturale. Il Comune di Scanzorosciate può certamente rispecchiare il principio grazie al Moscato di Scanzo, la più piccola Docg d’Italia, ma elemento di grande caratterizzazione territoriale grazie al lavoro dei produttori che, da oltre 500 anni, coltivano le colline scanzesi.

Tra i grandi temi di Expo 2015 c’è il fatto di considerare il cibo una identità socio-culturale. Il Comune di Scanzorosciate può certamente rispecchiare il principio grazie al Moscato di Scanzo, la più piccola Docg d’Italia, ma elemento di grande caratterizzazione territoriale grazie al lavoro dei produttori che, da oltre 500 anni, coltivano le colline scanzesi.

Per rendere omaggio al prodotto, si è creata la “Festa del Moscato di Scanzo e dei sapori Scanzesi”, che si tiene a settembre ed è un vero e proprio mercato a cielo aperto con vino, olii, biscotti, cioccolatini e distillati del territorio.

La scelta dell’ecomuseo

Il progetto più ambizioso però per il Comune è la creazione di un ecomuseo dedicato al Moscato: «Con l’inaugurazione lo scorso 23 giugno della nuova sede del Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo – commenta il sindaco Davide Casati- si è concretizzato il progetto dell’ecomuseo, porta turistico-culturale di Bergamo. La Festa e l’ecomuseo rappresentano i progetti più importanti legati al tema Expo, progetti che rispecchiamo i principi della Carta di Milano. Io personalmente come sindaco ho sottoscritto il documento perché, oltre a credere e a perseguire gli obiettivi, credo sia giusto dare il buon esempio».

Una vetrina in piazza

Oltre alla festa, tra le iniziative che rientrano nei temi Expo ci sono l’orto didattico della scuola media Nullo e il mercato agricolo. Il progetto dell’orto, promosso dal Comune con Slow Food, azienda agricola “Il sogno di Arlecchino” e la società Secar di Bergamo, ha coinvolto tutti gli studenti dell’istituto che hanno adottato un terreno incolto e che hanno trasformato in un’area verde per realizzarvi un orto, un frutteto, un bosco, una serra, dove coltivare i prodotti della terra, in particolare ortaggi, frutta e fiori.

«È un progetto importante – continua il sindaco – per portare la natura fra i banchi di scuola, far ragionare gli studenti sull’alimentazione sana, i cibi genuini, i sapori locali». Infine, la volontà da parte dell’amministrazione di ripetere il successo del mercato agricolo dello scorso novembre, quando in piazza della Costituzione si sono riuniti produttori della zona per vendere i loro prodotti bio.

«Dopo la Festa del Moscato – conclude Casati – è nostra volontà riproporre l’iniziativa in autunno e nel 2016. La volontà c’è e ce la metteremo tutta per riunire ancora una volta i produttori».


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