La  cimice asiatica minaccia i frutteti È arrivata anche nella Bergamasca

La cimice asiatica minaccia i frutteti
È arrivata anche nella Bergamasca

Arriva dall’Asia, è piccola, si riproduce facilmente e rischia di diventare una minaccia per i prossimi raccolti. Il terribile insetto è una cimice che probabilmente abbiamo già incontrato senza distinguerla dalla specie autoctona.

Nella Bergamasca è stata avvistata all’inizio di ottobre nella zona di Fara Gera d’Adda, poi a Stezzano e in città. Autore di un ritrovamento lo stesso direttore del Museo di scienze naturali «Caffi», Marco Valle. Un esemplare è stato subito inviato all’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove lavora Lara Maistrello, che ha in corso gli studi su questo nuovo insetto alloctono.

Sulle rotte commerciali

Il suo nome scientifico è Halyomorpha halys.Il primo esemplare in Europa è stato individuato nel 2004 in Svizzera. In Italia nel 2012, in Emilia Romagna, dove l’estate scorsa ha causato pesanti danni agli alberi da frutta. Quando nel 2010 è sbarcata negli Usa ha causato danni alle produzioni agricole per 37 milioni di dollari. In Italia è giunta in modo piuttosto semplice, seguendo le vie commerciali, perché le cimici si intrufolano negli scatoloni, bancali, luoghi chiusi.

Le caratteristiche

Le caratteristiche

L’insetto venuto da Oriente non è pericoloso e non punge l’uomo. Rimane il problema di tutti gli animali non indigeni immessi in un habitat diverso dal proprio: «In genere sono molto voraci e aggressivi, tendono a proliferare perché non trovano antagonisti naturali» spiega Valle. La cimice si nutre di qualsiasi genere di piante in grande quantità: «Quando succhia il tessuto dei frutti in formazione - precisa Maistrello - , ne impedisce lo sviluppo o li rende deformati, con parti marciscenti».

Devastatrice di frutteti

L’eradicazione dell’insetto è un’impresa persa in partenza. È però necessario gestire il fenomeno perché già nello scorso autunno in Emilia-Romagna la Halys ha devastato i frutteti, in particolare di mele, pere e pesche.

A Modena ci si sta interrogando su come contenere la popolazione, in modo sostenibile: si sono sperimentate trappole per catturare grandi quantità, mentre la legge vieta l’introduzione di antagonisti naturali; le cimici devono essere eliminate, non con insetticidi, ma con acqua e sapone. Il sapone infatti impedisce alle cimici di galleggiare causandone l’annegamento.

Le caratteristiche
La Halyomorpha Halys, originaria di Cina, Giappone, Corea può essere confusa con la cimice «nostrana» Raphigaster Nebulosa, ma alcune caratteristiche ne permettono il riconoscimento. La cimice Halys è di colore grigio-marrone, marmorizzato, con tacche chiare su antenne, zampe e addome. La forma del capo è rettangolare per l’asiatica, triangolare per la nostra cimice. Una differenza anche nell’odore: se schiacciata, quello della Halys è più intensa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA