La svolta dell’auto elettrica Chi la conosce la sceglie
La rivoluzione dell’auto elettrica avanza per salvaguardare l’ambiente e la salute

La svolta dell’auto elettrica
Chi la conosce la sceglie

Chi la conosce la sceglie. I risultati del primo sondaggio sul mondo delle auto elettriche compiuto da L’Eco di Bergamo e da eco.bergamo, pubblicati sul numero di aprile del supplemento, hanno già dimostrato che un bergamasco su due è disposto a valutare l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida nei prossimi tre anni. L’interesse supera l’80 per cento se si somma chi preferisce aspettare che la tecnologia sia più matura.

Ora l’approfondimento dell’esito della nostra indagine si può leggere sul nuovo numero di eco.bergamo, la rivista di ambiente, ecologia, green economy in edicola domenica 16 maggio gratis con L’Eco di Bergamo.

Il curatore del sondaggio, Francesco Sforna, responsabile per l’innovazione di Sesaab, società editrice dell’Eco di Bergamo, spiega quali siano i motivi che generano l’82 per cento di probabilità di propensione all’acquisto. «Chi l’ha provata è più incline alla nuova motorizzazione. Anche la sensibilità per l’ambiente, l’inquinamento e la sicurezza incidono a favore. Chi ha dubbi cerca più informazioni sugli incentivi, la ricarica, i costi d’uso». Accelerazione e assenza di rumore sono tra i vantaggi dell’auto elettrica più apprezzati da chi l’ha provata.

Mobilità e qualità dell’aria

Il rapporto «Mobilitaria – Politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle città italiane 2021», curato da Kyoto Club e Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, mostra come le aree urbane siano destinate a cambiare rapidamente il modo in cui concedono spazio alle auto, per favorire i mezzi che abbattono le emissioni. I ricercatori hanno studiato i Piani urbani per la mobilità sostenibile delle 14 città metropolitane e di altre 22 di medie dimensioni, evidenziando un elemento dominante: la previsione nel brevissimo termine di nuove Zone 30 e ad accesso limitato ai veicoli a basso impatto ambientale.

Costi sanitari e sociali dello smog

Il Cnr e l’associazione Motus-E, in un altro studio, dimostrano come la nuova motorizzazione possa migliorare nettamente la qualità dell’aria, con una riduzione rilevante dei costi sanitari e sociali dovuti all’inquinamento provocato dal traffico. La rivoluzione nella mobilità è necessaria non solo per combattere lo smog, ma anche le emissioni di anidride carbonica che alterano irreparabilmente il clima.

Batterie, costi, ricarica

Nessuna auto sarà mai totalmente ecologica come andare a piedi o in bicicletta. L’elettrica è la scelta migliore perché l’impronta ambientale resta più virtuosa anche se l’energia per alimentarla non arriva ancora tutta da fonti rinnovabili. L’Italia, innanzitutto, è già a un terzo di energia pulita, una quota destinata ad aumentare presto. Le materie prime necessarie per le batterie? Si possono riciclare. Benzina e diesel no. I costi? A fronte di un prezzo, ancora per poco tempo, più alto, l’auto elettrica è più conveniente anche sotto il profilo economico grazie agli incentivi all’acquisto e al calo notevole dei costi d’uso e di manutenzione, quasi eliminati perché i componenti del motore sono un quinto di quello termico. L’autonomia? Oggi varia tra 250 e 400 chilometri circa. La media degli spostamenti giornalieri è molto inferiore. Viaggi lunghi? Il governo ha annunciato l’installazione di 7.500 punti di ricarica rapida in autostrada.

Anche Bergamo si prepara

Il 60,08% dei partecipanti alla nostra indagine ha valutato in modo positivo l’ipotesi di rendere il centro di Bergamo accessibile solo ad auto elettriche.

Stefano Zenoni, l’assessore all’Ambiente e alla Mobilità del Comune di Bergamo, rilancia: «Abbiamo appena presentato il progetto di pedonalizzazione di piazza Matteotti. Tutti gli spazi di sosta spariscono. Lì, francamente, non vorrei vedere nemmeno le elettriche che scorrazzano. Mi auguro che la tendenza per il futuro sia sempre più quella di stringere, sulla base di parametri ambientali e non in modo repentino, le maglie dei veicoli autorizzati ad accedere in città, fatto salvo che alcune aree possano diventare pedonali a tutto tondo».


diego.colombo@eco.bg.it
Diego Colombo Giornalista

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