L’esempio di Rogno, rifiuti zero
Sindaco di Rogno Dario Colossi (Foto by Marcello Raimondi)

L’esempio di Rogno, rifiuti zero

Cinquecento bottiglie al giorno in meno, equivalenti a venti chilogrammi di Pet, che si traducono in seicento chili al mese e, in proiezione, sette tonnellate all’anno, per un valore di mercato superiore ai 4mila euro.

Sono i numeri dei primi tre mesi di attività della macchina “mangia plastica” installata a Rogno all’interno dell’area a chilometro zero gestita dall’amministrazione comunale, dove è anche possibile comprare il latte di un agricoltore locale, rifornirsi di acqua, gasata o liscia, e acquistare detersivi “sfusi” portandosi il flacone da casa senza produrre altri rifiuti.

Il sindaco Dario Colossi spiega così questi risultati: «A Rogno il sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti funziona da quasi otto anni ed è ormai entrato nelle abitudini quotidiane dei nostri cittadini. Per aumentare il tasso di differenziata (nel 2013, in base all’Osservatorio provinciale, pari al 51,83% ndr) abbiamo cercato soluzioni affinché la raccolta non fosse solo un costo per cittadini e imprese ma diventasse anche economicamente conveniente».

Come funziona la tassa sui rifiuti è noto: il Comune paga una quota procapite alla società incaricata di raccogliere i rifiuti (nel caso di Rogno, Val Cavallina Servizi): «A noi come amministrazione non cambia nulla se i nostri concittadini mettono fuori dalla porta di casa rifiuti “cattivi”, come l’umido e l’indifferenziato, oppure rifiuti “buoni”, cioè carta, plastica, vetro, alluminio e acciaio, che Val Cavallina Servizi può rivendere ai vari consorzi di riciclo». Equivale a 100 euro per abitanti, Rogno ne conta 4mila. Totale 400 mila euro che il comune deve raccogliere sul territorio: il 65% dalle aziende, il restante 35% dalle famiglie.

Con l’introduzione della Tari, una famiglia media si è trovata a dover sborsare 80 euro mentre le aziende più grandi addirittura 20mila euro «aziende peraltro – sottolinea Colossi - che producendo rifiuti speciali già pagano per il loro smaltimento mentre conferiscono , una volta a settimana, i bicchierini del caffè. È un costo che loro non si possono più permettere ed è un sistema che va cambiato, perché come comune ci ritroviamo a dover pagare per un rifiuto che ha valore».

Attenzione però: non si tratta di una dichiarazione di guerra a Val Cavallina Servizi «con cui al contrario abbiamo condiviso tutto il progetto e da cui abbiamo ricevuto un valido aiuto: insieme vogliamo migliorare il porta a porta perché è un metodo molto efficace per differenziare i rifiuti, ma poco efficiente per i costi. L’obiettivo finale è pagare solo per i rifiuti che si producono, mentre oggi chi è bravo a fare il porta a porta paga esattamente come tutti gli altri».

E allora, come incentivare questo cambiamento? A Rogno è nata l’area a chilometro zero, vicino alle scuole elementari: «Il distributore di detersivi eroga 1.000 litri di detersivo al mese; quello dell’acqua, nei mesi estivi, 12mila litri; il distributore di latte, 600 litri al mese. Da tre mesi abbiamo installato anche le macchine mangia plastica e mangia vetro: i cestoni li dobbiamo svuotare tutti i giorni». Così, da un lato si riduce la produzione di rifiuti, dall’altro si offre una ricompensa a chi differenzia: «Chi consegna bottiglie di plastica o vetro, si vede rilasciare dalle macchine un buono sconto da utilizzare negli oltre cento negozi della associazione “Area Shopping Rogn”. E così, come dicono gli esperti di marketing, è sistema “win-win”tutti ci guadagnano.


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