Quando l’inquinamento è dentro casa Domenica in edicola eco.bergamo - video
La copertina di eco.bergamo di febbraio 2016

Quando l’inquinamento è dentro casa
Domenica in edicola eco.bergamo - video

Inquinamento: che cosa fare contro il mal d’aria, ma non quando si è all’aperto, quando si è in casa propria, o a scuola o, peggio, in ufficio.

I rischi maggiori per i nostri polmoni, infatti li corriamo per paradosso proprio quando siamo al chiuso, fra quattro pareti. È questo il tema centrale del nuovo numero del magazine di green economy «eco.bergamo», in edicola da domenica prossima, 7 febbraio, in allegato gratuito con il quotidiano L’Eco di Bergamo.

Molti i temi affrontati e di stretta d’attualità: fra questi spicca anche l’approfondimento sui cosiddetti Big Data, i grandi archivi di numeri che attraverso internet e le connessioni più comuni (telefonini, pc, smartphone, carte di credito) consentono di raccogliere milioni di informazioni sui nostri comportamenti quotidiani.

La copertina di eco.bergamo di febbraio 2016

La copertina di eco.bergamo di febbraio 2016

La domanda finale allora è: ma tutti questi dati poi riusciranno a migliorare la nostra vita, a garantirci migliori servizi, ad assicurarci un futuro più sicuro? O semplicemente ci indurranno solo a consumare ancora di più, senza criterio e basta?
Un esperto, giovane ingegnere di un’azienda bergamasca, leader nel settore dell’efficientamento energetico attraverso l’analisi di Big Data, spiega e ci aiuta a capire non solo che cosa sta succedendo, ma in quale direzione stanno andando le imprese e quale opportunità i grandi archivi rappresentino per la crescita e lo sviluppo delle economie locali e dei territori.

Tecnologia e innovazione. Un’abbinata che anche in campo sanitario sta producendo servizi di altissimo livello per la cura e l’assistenza dei pazienti. È ormai pronto, il debutto sul mercato sarà subito dopo la primavera, del primo dispositivo per il controllo a distanza dei malati di Alzheimer.
Avanix, la startup nata nell’incubatore di Bergamo Sviluppo, sede al Point di Dalmine, ha infatti elaborato u sistema d trasmissione basato sulle onde radio che cosente di “vedere” in qualsiasi momento e, soprattutto, in qualsiasi luogo dove si trova il paziente. Un ulteriore sistema dentro lo stesso dispositivo poi consente di visualizzare, con un sistema touchscreen ogni comportamento del paziente.

Ma il tema delle startup e dell’innovazione resta ancora al centro anche di questo nuovo numero del magazine «eco.bergamo», in edicola domenica prossima, 7 febbraio con l’Eco di Bergamo.
L’analisi d’apertura riguarda la protezione delle proprie invenzioni: come funzionano i brevetti, che cosa si deve fare per registrare un marchio. E, soprattutto, come fare per trasformare queste tutele in patrimonio d’azienda da far fruttare anche sotto il profilo del reddito d’impresa. Daniele Regazzoni, docente alla facoltà di Ingegneria di Bergamo, spiega quali sono gli approcci giusti alle proprie invenzioni.

Due storie di startup testimoniano la vivacità innovativa del nostro territorio

Crescita e sviluppo iniziano dal basso. Ma spesso anche più sotto. Per esempio, da sotto la superficie del terreno, anche solo a un centimetro di profondità. È proprio lì, infatti, che si concentra in una frenetica attività, la prima forma di comunità più florida e complessa: il 64% dei microrganismi, un concentrato di diverse specie in un’abbondanza tale che fra virus, funghi, lieviti, microalghe, protozoi e batteri, è stato calcolato che in un cucchiaino possono ritrovarsi fino a 55 milioni di microrganismi, l’equivalente di sei volte la popolazione di New York.

Torna l’approfondimento anche del tema dei rifiuti, o meglio di come riutilizzare con più efficienza i rifiuti che produciamo. Al centro questa volta ci sono i cosiddetti Combustibili solidi secondari, i Css, che in tutta Europa rappresentano ormai una fonte energetica importante. Usati come combustibile alternativo a quello di origine fossile, i Css consentono di ridurre i conferimenti alle discariche e quindi di non aprire nuovi siti per il deposito di rifiuti urbani o speciali non pericolosi. I dati dimostrano la loro sicurezza e, soprattutto, quanto l’Italia sia ancora fortemente in ritardo.

Il numero di eco.bergamo, in edicola domenica, 7 febbraio con il quotidiano L’Eco di Bergamo, proporne la lettura del quarto capitolo dell’enciclica di papa Francesco «Laudato sì’» attraverso lo sguardo di un architetto bergamasco, Andrea Gritti.
Perché questa Terra ha bisogno di noi? È la domanda di partenza. “La dignità di non arrenderci al deterioramento etico e culturale, effetto di quello ambientale” è il punto di partenza del’analisi di Gritti. E aggiunge: l’urbanistica non sempre ha migliorato la qualità della vita della comunità che abita le nostre città.

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