Startupper si diventa poi si cresce senza garage

Startupper si diventa
poi si cresce senza garage

Le nuove aziende innovative non hanno quasi più un giovane “smanettone” . Certo esistono ancora i neolaureati che si mettono in gioco. Ma l’età media è ormai arrivata ad oltre 40 anni. E sono professionisti e dirigenti che si vogliono mettere in gioco un’altra volta.

Simone Casiraghi

Dicono che questo sia un Paese per giovani perché è un Paese che sta rinascendo. Lo testimonierebbero i tanti, fra i venti e trent’anni, che non hanno scelto di andarsene, ma di rimanere e perfino di investire per costruire ciò che desiderano. Giovani che si giocano il proprio futuro, ma che fanno volare anche il futuro di tutti gli altri.

È vero: oggi, fare impresa è decisamente il gesto più politico che si possa compiere. Ma non è solo dei giovani. Le storie che dall’ultimo numero di eco.bergamo - uscito in edicola domenica 11 ottobre - iniziamo a raccontare sotto l’etichetta “eco.innovazione”, testimoniano la voglia di mettersi in prima fila delle leve più fresche, neolaureati o quasi, spinti dalla grande disponibilità di farsi avvolgere qui, sul nostro territorio, dalla stessa atmosfera che tira nella mitica Silicon Valley: tutti vogliono diventare fondatori di startup innovative e crescere come protagoniste del futuro e dello sviluppo locale.

La crescita di startup di capitale

La crescita di startup di capitale

Ma c’è anche un’altra dimensione, anagrafica . È fatta di quei meno giovani che con la stessa tenacia hanno deciso di rimettersi in gioco, di metterci la faccia e, spesso, di lasciare perfino un posto fisso per reinventarsi il proprio lavoro: impiegati, dirigenti, semplici dipendenti. Lo fanno consapevoli spesso di saltare nel vuoto, ma lo fanno non perché hanno un paracadute che li potrebbe salvare comunque. Ma perché hanno solo molta determinazione e voglia di futuro. Soprattutto del loro futuro.

L’esperienza delle startup al momento della partenza imprenditoriale

L’esperienza delle startup al momento della partenza imprenditoriale

Ci sono alcuni dati a conferma di questo “scenario”. Li ha raccolti l’associazione che rappresenta i titolari delle nuove startup. Un dato su tutto: lo startupper italiano ha più di 40 anni, laurea di secondo livello e una grossa esperienza. Forse non ci sono più i geni dei garage alla Steve Jobs. Ma è certo che i nuovi imprenditori dell’era innovativa ormai otto volte su dieci ha alle spalle un’esperienza di lavoro. Spesso come professionista, come dipendente o dirigente ed è stato impegnato per anni a livello professionale in un’azienda. Sono cioé professionalità di alto livello e che stanno implementando progetti di elevata specializzazione tecnica e innovativa.

La straordinarietà di queste storie è che dietro ci sono persone che rappresentano chi sa dire no alle paure e vuole costruire da sé ciò che desidera di più. Ecco, metteremo insieme anche noi la narrazione con la spiegazione per capire da loro, come diventare anche noi almeno coraggiosi allo stesso modo.

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