Un’App per il turismo religioso prima startup fra i giovani
I vincitori della StartCup

Un’App per il turismo religioso
prima startup fra i giovani

È «Exaudi.it» la migliore start up made in Bergamo per il 2015. L’idea di Stefano Vismara, ossia il primo portale in Italia dedicato al turismo religioso, ha vinto venerdì la Start Cup Bergamo, la competizione che da sei anni premia e supporta le migliori nuove idee d’impresa.

È «Exaudi.it» la migliore start up made in Bergamo per il 2015. L’idea di Stefano Vismara, ossia il primo portale in Italia dedicato al turismo religioso, ha vinto venerdì la Start Cup Bergamo, la competizione che da sei anni premia e supporta le migliori nuove idee d’impresa. L’ aula magna a Sant’Agostino, quasi 300 i presenti, ha ospi- tato infatti ieri la fase finale della competizione inserita quest’anno nel cartellone di BergamoScienza. Vismara con Exaudi.it propone un portale aggiornato per l’accoglienza religiosa e per i pellegrini, con la possibilità di prenotazione on line. Si punta all’apertura per il 2016, l’anno del Giubileo contando 400 strutture disponibili.

Secondo classificato U.Go! un carsharing pensato per gli studenti universitari, economico, e sicuro perché accessibile solo agli iscritti dell’università̀. Terzo c Welkdom, la più̀ giovane start up in gara, composta da studenti dell’Itis Marconi di Dalmine, che hanno progettato con un si- stema di moduli wireless che dialogano tra loro per rendere le abitazioni smart: controllo luci, temperatura e accessi, senza bisogno di ristrutturazioni e a prezzo contenuto.

Start Cup è anche un percorso di valutazione, crescita e condivisione col territorio. «Mi piace pensare a Start Cup come ad un laboratorio in cui persone, associazioni, imprenditori e istituzioni cooperano e si mettono insieme con entusiasmo e verso un obiettivo comune - ha spiegato Lucio Cassia presidente del Cyfe organizzatore dell’iniziativa -. È proprio l’incontro di idee in ambiti differenti che genera la crescita tecnologica. Da soli e senza il rischio di rompere con le consuetudini, di pensare in modo diverso, e anche di fallire, perché́ in realtà̀ non è fallimento, non si va infatti da nessuna parte».

«Le cose però non si improvvisano - aggiunge Alberto Sangiovanni-Vincentelli della Berkeley University nel suo intervento -: buttarsi senza sapere cosa fare, come farle, non è co- raggio ma incoscienza. Per arrivare al successo è un lungo e duro lavoro».

L’idea di Exaudi.it è piaciuta sia alla giuria di esperti presieduta da Stefano Paleari e formata da docenti, imprenditori, partner di Start Cup, ma anche ai presenti che per la prima volta hanno potuto partecipare alla votazioni.

Delle 22 start up in gara: 7 provenienti dall’Università̀ di Bergamo, una su due riguardante l’hardware il restante composto da app, software e piattaforme informatiche con una media di età̀ tra i futuri imprenditori che si aggira sotto i 30 anni.

Due le idee legate al mondo dei droni, mentre c’è chi ha pro- posto uno strumento per misurare i parametri salivari, chi un cofanetto box da acquistare che contiene gli ingredienti alimentari utili predosati per cucinare un piatto, chi un sistema informatico per la gestione dell’energia di edifici ed immobili, chi strutture di arredi urbani con impianto fotovoltaico incorporato a forma di albero. Protagonisti oltre l’informatica soprattutto il food, il turismo e il settore medico-benessere.

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