Martedì 24 Novembre 2009

Mario Ratti non ha tentennamenti:
Sacbo motore dell'economia bergamasca

Toni pacati, ma messaggio forte e chiaro: «Sacbo intende confermare e rafforzare il ruolo di "motore" dell'economia della provincia, al fine di mantenere i livelli occupazionali e promuovere l'innalzamento del Pil dell'intera area di riferimento, anche nell'attuale contesto di difficile congiuntura economica». Mario Ratti, presidente della società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, sceglie il ventennale del sodalizio con Ups nel settore logistica e trasporti per ribadire il ruolo-chiave dell'aeroporto.

In prima fila il sindaco Franco Tentorio e l'assessore provinciale alla Pianificazione territoriale, Silvia Lanzani: Comune e Provincia, i soci pubblici di riferimento di una compagine societaria a tratti in fibrillazione. Ma soprattutto protagonisti di un difficile equilibrio tra il ruolo di soci e quello di enti locali, quindi particolarmente attenti alle esigenze dei cittadini e ad una coabitazione spesso complicata con le attività dello scalo.

Nei saluti introduttivi (quindi prima dell'intervento di Ratti) la Lanzani riconosce «il ruolo sempre più centrale di Orio anche in vista dell'Expo 2015» ma glissa elegantemente sugli aspetti ambientali. Tentorio invece prima si sofferma «sulla presenza importante di Ups che offre alla comunità bergamasca servizi importanti e posti di lavoro», poi fa un passaggio «sull'attenzione all'ambiente che per voi è importante e alla quale vi chiediamo di dare sempre più attenzione».

Ratti ricorda come la presenza di Ups ad Orio «sia tra quelle storiche, la continuità di un servizio che da 20 anni genera benefici per l'economia del territorio». Ma soprattutto «oltre ad assicurare standard di efficienza e sicurezza, ha sempre dimostrato la massima flessibilità nel programmare la propria attività in coerenza con le esigenze locali».

Passaggi che sottintendono un ruolo comunque importante per il traffico merci negli equilibri di Orio: il dato dei primi 10 mesi segna un meno 20 per cento, ma non pare esserci volontà di disinvestire su questo versante. Semmai di distribuire meglio tutto quando (e se) andrà in porto la partita di Montichiari e del generale equilibrio nello scacchiere est. Del resto sarebbe difficile motivare un investimento come quello appena sostenuto dall'americana Ups in quel di Orio, dove i locali sono passati dai 1.864 metri quadri del 2002 agli attuali 4.640, con una capacità di smistamento passata da 2.000 a 3.500 pacchi l'ora.

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a.ceresoli

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