Martedì 02 Febbraio 2010

Imprese artigiane in calo
Ma il comparto tiene ancora

Il segno è negativo, ma, dato il contesto, va senz’altro considerato come positivo. Anche perché il calo delle imprese artigiane registrato nella nostra provincia nel quarto trimestre 2009 è ancora tutto sommato contenuto (circa 400 unità in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), e dunque non solo non preoccupa ma è considerato alla stregua di un evitato disastro.

«Tenuto conto del quadro generale in cui le nostre aziende operano - dice il presidente dell’Associazione artigiani, Angelo Carrara - si tratta di un raffreddore, di un’influenza leggera che per fortuna non si è tramutata in una grave polmonite. Se ci avessero detto nel gennaio 2009 che il calo a fine anno sarebbe stato dell’1,2%, quale risulta oggi, ci avremmo messo la firma tutti, dato che le Cassandre prevedevano un ridimensionamento addirittura del 20%. Ma anche un 7-8% di imprese in meno sarebbe stato grave, e invece ci siamo fermati all’1,2%».

«I dati - aggiunge Remigio Villa, presidente dell’Unione artigiani - conferma che l’artigianato come micro-impresa tiene. Ovviamente, in questa fase, non ci si poteva aspettare una performance super, vi è indubbiamente una crisi di fiducia che colpisce anche gli investimenti. Si tratta di un indice non positivo ma anche di un calo contenuto, e va evidenziato il fatto che le libere attività che giocano più sulla qualità e sulla personalizzazione del prodotto hanno tenuto di più. Stesso discorso per le imprese che si rivolgono direttamente al consumatore finale rispetto a quelle che lavorano per le grandi imprese industriali oggi in crisi».

L'approfondimento su L'Eco di Bergamo di martedì 2 febbraio

e.roncalli

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