Martedì 30 Marzo 2010

Banco Popolare: torna l'utile
Proposta cedola da 8 centesimi

Il Banco Popolare ha chiuso il 2009 con il ritorno all'utile netto contabile, con un consolidato di 267 milioni contro la perdita di 333,4 milioni del 2008, e al dividendo. Il cda ha infatti proposto la distribuzione di una cedola da 0,08 euro. Sul fronte patrimoniale, il core tier 1 si attesta al 6,2% e il tier 1 al 7,7%, con dati pro forma rispettivamente al 7,3% e all'8,9% includendo le operazioni di rafforzamento gia' avviate.

Nel 2010 il Banco Popolare "proseguira' l'impegno a valutare iniziative volte al progressivo rafforzamento patrimoniale del gruppo", oltre all'adesione ai Tremonti bond e al lancio del convertibile da un miliardo. L'istituto sottolinea inoltre che "restera' fondamentale governare il profilo di efficienza, in uno scenario macroeconomico che ancora invita alla prudenza con riferimento alle stime di crescita dei ricavi".

Nel dettaglio, il Banco sottolinea che "i prossimi mesi vedranno la prosecuzione delle numerose attivita' intraprese per fronteggiare un contesto di riferimento estremamente complesso, in modo da competere con efficienza sul mercato e continuare a dare alla nostra clientela di famiglie e imprese il sostegno che un grande gruppo bancario popolare e' in grado di offrire, con responsabilita' ed efficacia". Tra i dossier aperti, "il processo di integrazione di Banca Italease si svolge secondo il calendario e le modalita' attese", mentre "la strategia del gruppo nell'intermediazione creditizia tradizionale sara' rivolta alla clientela retail avendo come obiettivo l'acquisizione di nuova clientela, sia attraverso politiche di offerta focalizzate su prodotti di risparmio e protezione sia attraverso un rinnovato impulso commerciale al collocamento di prodotti bancari piu' tradizionali". "Prioritario - sottolinea il Banco - sara' lo sviluppo degli impieghi a famiglie e a piccole e medie imprese, con attento presidio del pricing, all'interno di un portafoglio creditizio di gruppo che vedra' stabilizzarsi il contributo del segmento large corporate". Tra gli obiettivi c'e' anche "il progressivo aumento della componente di crediti di natura commerciale", mentre "le spese del personale resteranno sotto controllo, grazie anche ad una parziale sostituzione del turn-over naturale con i recuperi derivanti dal previsto piano di chiusura di sportelli". Verra' infine "mantenuta elevata l'attenzione ai profili di rischiosita' degli attivi che ha sin qui guidato l'azione del gruppo e che ha consentito di chiudere l'esercizio 2009 con un costo del credito in linea con le attese e tra i migliori del sistema".

Proseguendo nell'analisi del conto economico, i proventi operativi si sono attestati a 3,69 miliardi (-5,8%), mentre gli oneri sono saliti del 2,7% a 2,46 miliardi. Il margine di interesse e' sceso del 12,8% a 1,99 miliardi, a fronte di commissioni nette pari a 1,23 miliardi (-3,7%). Il rapporto cost/income, escludendo le componenti non ricorrenti, si riduce al 61,7% dal 67,4% di fine 2008. Nell'esercizio le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti sono pari a 749 milioni (674 al netto di Italease) contro 1,17 miliardi nel 2008. Quasi azzerate le rettifiche di valore su partecipazioni e avviamenti, scese a 9,1 milioni mentre "nello straordinario contesto dell'esercizio precedente erano risultate complessivamente pari a 873,8 milioni". Quanto agli aggregati patrimoniali, la raccolta diretta si attesta a 105,2 miliardi, per una crescita del 5,1% (+9% da famiglie e Pmi) escludendo i 7,3 miliardi di Italease. La raccolta indiretta, d'altra parte, e' salita del 2,8% a 77,2 miliardi, mentre gli impieghi lordi sono cresciuti del 6,1% su basi omogenee a 99,5 miliardi (+8,7% a famiglie e +5,1% a Pmi). Al netto di Italease le esposizioni lorde deteriorate sono aumentate del 41% a 8,5 miliardi. L'incidenza delle sofferenze nette sugli impieghi netti e' salita all'1,73% dall'1,22% e quella degli incagli al 3,77% dal 2,87%. A fine 2009 i crediti deteriorati di Italease sono pari a 4,9 miliardi e "sono principalmente rappresentati da contratti di leasing garantiti da immobili". Sul fronte degli aggregati patrimoniali, il total capital ratio e' al 10,8%, con un pro forma al 12%. La capogruppo Banco Popolare ha chiuso il 2009 con un utile netto di 240 milioni, mentre l'esercizio segna il turnaround della Popolare di Lodi, che ha registrato un utile netto di 31 milioni, e il completamento della riorganizzazione di Italease.

a.ceresoli

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