Giovedì 31 Marzo 2011

Pavimentatori al congresso
Ecco la ricetta anti-crisi

Qualità, aggregazione tra imprese del comparto, internazionalizzazione con particolare attenzione ai mercati di riferimento più vicini, regolamentazione normativa degli interventi. «Credo che questa sia la strada che le aziende di pavimentazione industriale devono seguire, se si vuole uscire da una crisi ormai strutturale». Il bergamasco Dario Bellometti, presidente di Conpaviper (l'associazione nazionale che raggruppa le aziende del comparto pavimentisti industriali e posatori di rivestimenti e resine), oltre che titolare della Resindast Srl di Urgnano (rivestimenti di pavimenti in resina) si dice «ottimista» per natura, ma ciò non toglie che occorra guardare le cose con «sano realismo».

La stessa impronta che vuole dare al 5° congresso Conpaviper, in programma oggi al parco tecnologico Kilometro Rosso. «La nostra – prosegue Bellometti – è un'organizzazione nata nel 2003 con l'intenzione di dare maggiore spessore e visibilità all'attività degli associati («da soli non si va da nessuna parte, dobbiamo affrontare insieme i problemi della categoria") e alla loro complessiva crescita qualitativa». Ma anche numerica. «Per ora le imprese iscritte all'associazione – aggiunge il presidente – sono circa 150 a livello nazionale, ma contiamo di accrescere il numero per rendere più forte la nostra voce». Ha sede in Bergamasca circa un decimo degli associati, tra cui la Calcestruzzi del gruppo Italcementi, presente nel settore con due prodotti specifici (un calcestruzzo per pavimentazioni durevoli e un conglomerato cementizio per isolamento termo-acustico).


«Un numero elevato in rapporto al numero degli iscritti – dice Bellometti – ma che non corrisponde al peso che la Bergamasca ha nella pavimentazione industriale, della quale può essere considerata la patria». Regole e concorrenza Nel congresso verranno affrontate soprattutto le problematiche che riguardano la qualificazione del comparto e l'individuazione di regole «per una concorrenza leale – rileva il presidente – perché credo che sia ora di mettere fine alla guerra dei prezzi al ribasso, che non porta da nessuna parte. Sono convinto che si debba invece puntare sulla qualificazione dell'attività e alla regolamentazione normativa tecnica nella pavimentazione, con maggior coinvolgimento degli operatori già in sede di progettazione dei lavori. Anche la scelta del Kilometro Rosso non è casuale. Piuttosto che in un'anonima struttura, abbiamo preferito ritrovarci in un contesto che va nella direzione opposta rispetto al degrado industriale in cui il nostro Paese è caduto». Il 2011 sembra destinato a confermare le criticità.

«Nel 2009 abbiamo visto contrarsi del 20-30% le attività. L'anno scorso c'è stata una sostanziale tenuta e per l'immediato prevediamo un leggero calo. D'altronde il mercato degli immobili industriali si è notevolmente ridotto. A ciò si aggiungono le difficoltà per la riscossione dei crediti. Le prospettive non sono rosee, ma occorre reagire, anche cercando nuovi sbocchi in mercati vicini, come nell'Est Europa, e anche nel Nord Africa, quando la situazione si sarà normalizzata».

e.roncalli

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