Martedì 31 Gennaio 2012

Malvestiti, Camera di Commercio:
gli investimenti sono segnale positivo

«Nell'ultimo trimestre del 2011 la produzione dell'industria bergamasca è diminuita di poco più di un punto (-1,1%) ed è scesa di 3,4 punti percentuali sullo stesso periodo del 2010.  La forte instabilità sui mercati finanziari, la crisi del debito nell'area Euro e le ripetute ancorché necessarie manovre sui conti pubblici hanno avuto un impatto rapido sull'economia reale nella seconda metà del 2011 sotto forma di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito e di un peggioramento delle aspettative e del clima di fiducia di imprese e consumatori». Così il presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Giovanni Paolo Malvestiti. (31 gennaio 2012)

«L'intero anno 2011 si chiude per l'industria di Bergamo con un progresso medio del 2,5 per cento sul 2010 ma il recupero dei livelli produttivi maturato tra il 2010 (+10,6% sul 2009) e l'avvio del 2011 si è poi interrotto, con un'inversione di tendenza a partire dall'estate scorsa. Il peggioramento deriva soprattutto dalla dinamica negativa della domanda e del fatturato interno con ripercussioni sulla produzione delle piccole imprese artigiane (-0,9 nel trimestre e -1,2 per cento su base annua) e in genere dei settori rivolti al mercato nazionale o connessi con i mercati dell'immobiliare, dell'edilizia (il cui giro d'affari è ancora in flessione) e dei beni per l'abitazione».

«La debolezza dei consumi incide pesantemente sull'intero comparto del commercio: le vendite al dettaglio a Bergamo nel quarto trimestre del 2011 sono risultate inferiori del 6,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, fino al -10,6 per cento nei piccoli esercizi alimentari e al -9,8 per cento nel non alimentare. La distribuzione moderna ha contenuto le perdite ma segna anch'essa una flessione dell'1,3 per cento del giro d'affari tendenziale. Anche nei servizi la dinamica su base annua delle vendite (-5,4%) è negativa e in peggioramento. Dal terzo trimestre dell'anno scorso si è interrotta la tendenza ad un relativo recupero del giro d'affari».

«Il peggioramento del ciclo della produzione industriale nell'ultimo trimestre dell'anno non giunge inatteso e si manifesta a Bergamo così come in Lombardia e a livello nazionale con un progressivo calo della domanda e degli ordini interni. Resta tuttavia sostenuta la dinamica delle nostre esportazioni: aumenta il fatturato dall'estero  e, nonostante un lieve calo nel corso dell'ultimo trimestre, non riscontriamo segni di cedimento degli ordinativi esteri. Le nostre industrie esportatrici stanno mantenendo quote di mercato e competitività dei loro prodotti, come dimostra anche la quota crescente (al 37,7 per cento) di fatturato realizzato sui mercati internazionali».

«Il mercato del lavoro resta la prospettiva prioritaria per valutare con attenzione gli effetti della crisi sul territorio. Nell'ultimo trimestre del 2011 osserviamo un calo degli addetti in tutti i settori, probabilmente più intenso per i contratti temporanei. Nell'industria la variazione destagionalizzata è del -0,7 per cento, nell'artigianato manifatturiero del -0,6 per cento. La Cassa integrazione non diminuisce come ha fatto fino alla metà del 2011 e si consolida a fine anno su un livello ancora significativo. Nel commercio c'è un leggero aumento, forse transitorio, degli addetti, nei servizi invece il calo occupazionale è marcato».

«Le previsioni per l'immediato futuro non sono rosee. Produzione, domanda interna e occupazione sono previste, sia nell'industria che nell'artigianato,  in ulteriore calo anche nel primo trimestre del 2012. Ma per la domanda estera prevalgono ancora le attese positive. E sui mercati internazionali, tanto più se il recente miglioramento della credibilità del nostro paese nel fronteggiare la crisi del debito pubblico finirà per allentare le condizioni di finanziamento delle imprese, dobbiamo puntare per superare il prima possibile una nuova fase di indebolimento del ciclo economico».

«Un ulteriore segnale positivo riguarda gli investimenti dell'industria a Bergamo - prosegue Malvestiti - : nel 2011 gli investimenti, per quasi la metà in macchinari, sono stati pari al 6% del fatturato dell'anno e sono aumentati del 13,4% rispetto all'anno scorso. Affinché questa voce cresca in misura significativa anche nel 2012, rafforzando la competitività e l'occupazione delle nostre imprese è di fondamentale importanza che l'accesso al credito da parte delle nostre imprese, anche delle più piccole, sia libero da ostacoli, restrizioni o costi eccessivi. E in questo senso continuerà ad operare la Camera di Commercio di Bergamo».

a.ceresoli

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