Fare la spesa con il cellulare
E' un'idea Made in Bergamo

Massimo Arrighetti, classe 1957, laurea in Economia e commercio alla Bocconi, è un apprezzato manager, con alle spalle una carriera coi fiocchi nel mondo dell'impresa e della finanza.Ora è a capo di Sia, società di primo piano nel mondo bancario e finanziario.

Fare la spesa con il cellulare E' un'idea Made in Bergamo

Da Bergamo se n'è andato nei primi anni Sessanta. Papà di Bossico, mamma di Ranica, ha passato l'infanzia a Seriate, e nella casa di famiglia a Vigolo si ritirava in clausura per preparare gli esami universitari. Adesso Massimo Arrighetti, classe 1957, laurea in Economia e commercio alla Bocconi, è un apprezzato manager, con alle spalle una carriera coi fiocchi nel mondo dell'impresa e della finanza.

È a capo di Sia, società poco conosciuta ai più ma che svolge un ruolo di primo piano nel mondo bancario e finanziario. «Abbiamo sviluppato un network per collegare con un unico accesso le principali Borse internazionali: oggi sono 16 e diventeranno 20 alla fine dell'anno. Si tratta di collegamenti ad altissima velocità, e sui mercati questo è fondamentale», dice.

«Ad esempio, bonifici e pagamenti delle bollette da febbraio 2014 saranno standardizzati a livello europeo: in quest'ambito siamo riusciti a diventare un punto di riferimento per oltre 4 mila banche in Europa attraverso la piattaforma tecnologica che gestiamo per conto di Eba Clearing. La maggior parte dei nostri concorrenti lavora ancora su base nazionale, il nostro obiettivo ora è quindi di gestire anche i pagamenti domestici dei singoli Paesi».

«Nel nostro Paese – spiega l'ad di Sia – le carte hanno sostituito gli assegni mentre all'estero hanno preso il posto del contante». Perché da noi tanti ostacoli? «In base a una nostra ricerca, il consumatore finale dice di non usarle perché i negozianti le accettano poco, e solo per importi elevati, per via delle alte commissioni. Certo, va detto che la diffusione dei terminali non è ancora completa e c'è scarsa abitudine all'uso». C'è, però, il sospetto che i commercianti e gli studi professionali vogliano così sfuggire ai controlli fiscali.

Intanto, Sia si muove su fronti tecnologicamente molto avanzati: «Stiamo spingendo sui pagamenti tramite cellulare, e alcune banche cominceranno a commercializzare questi servizi».

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