Giovedì 13 Giugno 2013

Da Gandino fino a Cortina
Arrivano i ravioli di Garibaldi

Per realizzare le camicie rosse dei Mille, Garibaldi arrivò in Val Gandino attratto dal rosso scarlatto di «una lucentezza insuperabile»: dopo un secolo e mezzo a riscrivere la storia della «valle del tessile» potrebbe essere l'enogastronomia.

Continua a crescere il progetto relativo al Mais spinato di Gandino, che domenica 16 e lunedì 17 giugno sarà protagonista di «Gustocortina», vetrina internazionale che coinvolge produttori, buyers, enologi, ristoratori e distributori esteri nel raffinato contesto dell'Hotel de la Poste di Cortina, tempio dell'area turistica ampezzana dal 1835. «È una nuova grande opportunità per i sapori seriani - spiegano all'unisono Antonio Rottigni del consorzio di tutela e Guido Fratta, presidente di Promoserio - che colloca il Mais spinato di Gandino nell'Olimpo del luxury food, come confermato dalla selezione, lo scorso marzo, per Gusto in Scena a Venezia, quando lo chef Gian Nicola Colucci del prestigioso Hotel Danieli ha presentato ricette a base di Mais spinato di Gandino».

In effetti, dalla Val Gandino e dal Mais spinato le novità arrivano a getto continuo, al punto che proprio il Mais spinato è stato scelto per il progetto di punta del distretto de «Le Cinque Terre della Val Gandino» in vista del nuovo bando di Regione Lombardia, in chiave Expo 2015, per i distretti del commercio.

Cortina terrà a battesimo fra l'altro due nuovi prodotti: i «Camisocc» e la frolla «100 mais». Nel primo caso di tratta di una creazione del Ristorante centrale di Gandino di Emanuel Caleca. L'origine gandinese del mais e la storia delle camicie garibaldine di Gandino «rosse come il radicchio» ha suggerito il nome di «Camisocc».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 13 giugno

fa.tinaglia

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