Domenica 30 Giugno 2013

Da Caprino fiori di zafferano
Anche Cracco ne è entusiasta

Come del maiale, così anche della pianta dello zafferano. Non si butta via nulla. Dal «Crocus sativus» (questo il nome scientifico) non si ricavano solo i costosissimi stimmi in filo (detti anche pistilli), ma dallo scorso anno (il raccolto avviene in ottobre-novembre) l'azienda agricola Serica di Chiara Orlandini, a Caprino Bergamasco, l'unica in provincia di Bergamo che da sei anni si occupa di zafferano, ha cominciato a lanciare come prodotto innovativo i petali di zafferano seccati su gratelle di acciaio accanto a una stufa a legna, perfettamente commestibili, oltre che adatti a decorazioni colorate (di un bel viola intenso).

Partecipando all'ultima edizione di «Identità Golose», nel febbraio scorso a Milano, Chiara Orlandini ha preparato più di 500 «zafferotti» che sono andati letteralmente a ruba e sono finiti in poco più di tre ore. Gli zafferotti di Villa Serica sono mini arancini di riso allo zafferano, ricoperti di farina di mais (gluten free) e guarniti con i fiori di crocus sativus essiccati.

«Ringraziamo tutte le persone che sono venute a visitarci - commenta Chiara - ed hanno dimostrato interesse per la nostra azienda, la nostra coltivazione ed i nostri prodotti. Interesse decisamente sopra le aspettative hanno suscitato i fiori di crocus sativus essiccati, da utilizzare per decorazioni e guarniture. Tanto interesse che quelli della raccolta 2012 sono già esauriti. Quelli che rimanevano li ha acquistati in blocco il noto chef-patron Carlo Cracco, che ne è rimasto entusiasta ed ha iniziato a usarli nel suo noto locale milanese».

E quando si parla di zafferano, subito il pensiero vola alla «quotazione» di questo prodotto che, notoriamente è definito come oro rosso. Va tenuto conto che un grammo di zafferano è quotato 18 euro, mentre per i fiori, 300-400 fiori si collocano a circa 8 euro.

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m.sanfilippo

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