Giovedì 12 Settembre 2013

Ipsa, decretata cassa straordinaria
Ma lavoratori già tutti in mobilità

«Si chiude una delle pagine più brutte e paradossali aperte dalla crisi sul nostro territorio»: così giovedì 12 settembre Mauro Rossi della Fiom-Cgil commenta la notizia, tanto attesa, dell'autorizzazione della cassa integrazione straordinaria per fallimento decretata dal Ministero del Lavoro nella vicenda dell'Ipsa di Albano sant'Alessandro.

Nel marzo scorso, negli uffici dell'Arifl di Milano, i sindacati di categoria Fiom-Cgil e Fim-Cisl e il curatore del fallimento Ipsa avevano firmato il verbale per la richiesta della Cassa con l'impegno di aprire la mobilità volontaria per chi avesse voluto andarsene dall'azienda prima del termine dell'ammortizzazione sociale straordinaria.

«Questo è l'ultimo paradosso di una vertenza che ha incontrato innumerevoli ostacoli sulla sua strada: i lavoratori sono già in mobilità e stanno ricevendo l'indennità malgrado ancora non abbiano ricevuto i soldi della cassa» continua Rossi.

«Si tratta di una cassa straordinaria di 12 mesi a partire dal 7 giugno 2012 al 6 giugno 2013: ora ci auguriamo che i tempi di erogazione da parte dell'Inps siano più celeri possibile visto che i lavoratori stanno aspettando da molto tempo. Basti, infatti, ricordare che lo scorso marzo fra i 35 dipendenti ancora in forza alla data del fallimento diversi lavoratori non percepivano un euro da circa un anno. Alcuni dipendenti, infatti, erano in cassa straordinaria a zero ore dal mese di aprile del 2011 e, non essendo riusciti a trovare altro impiego a termine (vista l'età elevata), avevano percepito l'indennità di cassa straordinaria per l'ultima volta nel mese di aprile del 2012».

I sindacati ricordano che nel luglio 2012 era stato firmato un accordo per l'avvio di una Cassa straordinaria per procedura concorsuale che avrebbe dovuto garantire un anno di integrazione salariale a partire (retroattivamente) dal 7 giugno 2012, data del fallimento dell'azienda. L'iter per l'ottenimento dell'ammortizzatore sociale, però, era stato bloccato da una disputa sulle competenze.

Infatti, dopo la firma dell'accordo per l'avvio della Cassa straordinaria in Regione, il curatore fallimentare di Ipsa, Claudio Dalla Valle - recita sempre il comunicato dei sindacati - aveva avanzato dubbi sulla titolarità della procedura fallimentare: non era chiaro se i 35 lavoratori rimasti in carico all'azienda facessero capo alla procedura fallimentare di Ipsa oppure a quella di Cattaneo Presse International, da cui Ipsa aveva affittato un ramo d'azienda».

La cassa firmata a luglio, alla fine, era stata bloccata in Regione: la sua sospensione era stata decisa in attesa di chiarimenti sulla posizione societaria e sul vero rapporto fra i due fallimenti.

m.sanfilippo

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