Lunedì 21 Ottobre 2013

I sindacati proclamano lo sciopero
Stabilità, 4 ore per metà novembre

Quattro ore di sciopero con manifestazioni territoriali da gestire, da mettere in campo da qui a metà novembre: è la decisione assunta dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Bonanni e Angeletti, per chiedere e sostenere il cambiamento della legge di stabilità in Parlamento, su cui hanno ribadito il 'giudizio negativò.

«La riduzione del carico fiscale» sui lavoratori dipendenti e sui pensionati «è del tutto simbolica e quindi inefficace. Con questa legge di stabilità abbiamo condannato il Paese alla stagnazione sia per il 2014 che per il 2015». Lo ha sostenuto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine dell'incontro con i leader di Cgil e Cisl, con i quali è stato deciso un pacchetto di quattro ore di sciopero con mobilitazioni territoriali.

«Abbiamo fatto una valutazione comune sulla legge di stabilità e il giudizio che abbiamo condiviso non è per noi lo strumento utile a raggiungere l'obiettivo che lo stesso governo aveva indicato e cioè una inversione di tendenza della politica economica e, quindi, la crescita», ha affermato insistendo sulla convinzione che per raggiungere questo obiettivo «lo strumento non unico, ma sicuramente più efficace, è la riduzione delle tasse sul lavoro per i lavoratori dipendenti ed i pensionati», che sostiene «l'aumento della domanda interna». 

Anche l'Ugl, dopo Cgil, Cisl e Uil, proclama «uno sciopero nazionale di 4 ore su base territoriale con data da definire nei prossimi giorni» mentre, indica il segretario generale Giovanni Centrella, dal sindacato «oggi sono state inviate ai Capigruppo di Camera e Senato richieste di incontro per sensibilizzare il Parlamento sugli effetti devastanti della Legge di Stabilità».

L'Ugl, dice Centrella, «continuerà ad essere disponibile a protestare insieme a quanti condividono le stesse battaglie e difendono gli stessi interessi, perché se il sindacato riesce ad essere tutto unito ha maggiori possibilità di far ascoltare la propria voce e di far invertire la pericolosa consuetudine di far pagare di più a chi ha di meno». Sarebbe stato quindi, sottolinea, «più opportuno mobilitarsi unitariamente».

Fassina, problemi sono chiari, sciopero inutile - «Il governo ha chiarissimi i problemi. Lo sciopero generale non è utile». Così il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, torna sul tema dopo la proclamazione da parte di Cgil, Cisl e Uil. «Il presidente Letta ha una grande attenzione per le domande delle forze sociali. - ha chiarito a margine di un convegno dell'associazione Civita - Ci saranno occasioni per confrontarsi e speriamo che attraverso i miglioramenti della legge in Parlamento ci siano le condizioni per evitare lo sciopero».

a.ceresoli

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