Giovedì 29 Gennaio 2009

Metalmeccanica, più colpito
il manifatturiero bergamasco

E’ allarme occupazione nell’industria metalmeccanica lombarda. La crisi si è fatta pesante e ormai coinvolge ben 971 aziende con 80.082 lavoratori coinvolti, 49.033 dei quali sospesi, e una crescita della cassa integrazione ordinaria del +748%. Le difficoltà sono ormai diffuse in tutti i territori, a partire da Brescia, Milano e Bergamo.

Ma dalle rilevazioni fatte a livello regionale la Bergamasca è la provincia lombarda più colpita dalla situazione di crisi che sta attraversando il settore metalmeccanico. In particolare il dato negativo si riscontra sulle percentuali di aumento sia del numero di aziende coinvolte che dal nnumero di lavoratori colpiti. A livello regionale l’incremento in percentuale è il seguente: aziende in crisi: + 197%, lavoratori coinvolti:+317%. In provincia di Bergamo, aziende in crisi: + 309% lavoratori coinvolti: +397%. Dei procedimenti utilizzati la cassa ordinaria rappresenta lo strumento più utilizzato: a livello regionale è l’87% a Bergamo l’82%. Molto differente è la variazione in aumento rispetto al semestre precedente. In Lombardia, CIGO - lavoratori coinvolti +748%, in provincia di Bergamo + 1107%.

«La situazione nella nostra provincia - commenta Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl Bergamo - ha avuto un forte peggioramento, anche per il forte peso che il manifatturiero ha nel nostro settore. E’ una crisi che colpisce trasversalmente quasi tutti I settori nel metalmeccanico. Ai settori in forte difficoltà come il meccanotessile, si sono aggiunte aziende che rappresentano elementi di eccellenza dell’economia bergamasca: Brembo, Dalmine, Same, Indesit, Robur, Mazzucconi. E’ sempre più frequente la situazione di aziende che per la prima volta dalla loro esistenza debbono ricorrere all’uso di ammortizzatori sociali. La tendenza purtroppo è in forte peggioramento sicuramente per tutto la prima parte del 2009. In tutti i settori merceologici c’è una forte flessione degli ordinativi da parte dei clienti finali in forte difficoltà per la stretta sul sistema finanziario, unitamente al calo dei consumi e degli investimenti. E’ necessario dare risposte, sicurezza e speranza ai lavoratori e alle loro famiglie, oggi travolti da un sentimento di paura rispetto alle proprie prospettive di vita. Per fare ciò ribadiamo la necessità di evitare nei prossimi mesi la situazioni di Casse ordinarie che si traducano in licenziamenti collettivi, riteniamo indispensabile trovare soluzioni contrattuali con le controparti volte a salvaguardare l’occupazione e a definire forme di sostegno ed integrazione del reddito, fortemente in riduzione nei casi di cassa integrazione. Giudichiamo incomprensibili alcune resistenze formulate alla nostra proposta di ripartire il lavoro attraverso l’uso di strumenti come i contratti di solidarietà. Obiettivo di tutti, sindacati, aziende e istituzioni è quello di salvaguardare il patrimonio economico, produttivo a partire dalle risorse professionali e dalle persone che hanno consentito alle imprese bergamasche di crescere e svilupparsi, consentendo una crescita del benessere in questo territorio. Dobbiamo evitare l’impoverimento economico e sociale e per fare ciò ognuno deve fare la sua parte e dalle imprese e dalla locale associazione industriale ci aspettiamo una maggior attenzione e uno sforzo maggiore per le proprie lavoratrici e per i propri lavoratori. E’ necessario agire sulle leve dello sviluppo coinvolgendo le istituzioni per individuare le strade più idonee per invertire la situazione di crisi, partendo da una condivisione delle difficoltà e da una coesione sociale necessaria per rilanciare il nostro tessuto economico territoriale».

a.ceresoli

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