Venerdì 30 Gennaio 2009

Tessile, gli anni della crisi
visti da Antonio Gavazzeni

«Il 2009 sarà un anno di difesa e gli anni difficili, li abbiamo davanti». Parola di Antonio Gavazzeni, bergamasco doc, alla guida dell'azienda che produce le camicie Bagutta e presidente dell'Ente moda Italia. Vive fra Città Alta e Milano, ma a 22 anni ha cominciato a viaggiare tra Londra, Giappone, New York, per capire come funzionava il tessile nel mondo.
E per il tessile, si sa, non sono tempi facili. Intrecciando un bilancio aziendale a quello di settore, Gavazzeni spiega: «Il 2008 è stato un anno in cui ci siamo difesi e siamo soddisfatti dei risultati. Dobbiamo essere realisti e sul 2009 siamo moderatamente preoccupati: è facile prevedere un calo delle vendite».
Costi da ridurre e prudenza, ma nonostante i chiari di luna Gavazzeni è fiducioso: il tessile avrà un futuro, ma sarà diverso. «Da una parte - dice - bisogna andare avanti, ma allo stesso tempo occorre essere realisti. Gli anni passati non torneranno più. Per questo è necessario strutturarsi diversamente». E la Cina non è un alibi. Gavazzeni non si associa ai cori di chi vede nell'ascesa economica del Paese del Dragone l'inizio della fine del tessile di casa nostra: «La Cina è un'opportunità produttiva e oggi a maggior ragione come mercato di sbocco commerciale. Se abbiamo perso o perderemo vendite non è perché il prodotto arriva dalla Cina, ma perché altri hanno fatto collezioni più belle e perché il mercato è più difficile».
Scarica il pdf e leggi tutta l'intervista apparsa su L'Eco di Bergamo del 30 gennaio

a.campoleoni

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