Martedì 17 Febbraio 2009

L'allarme della Coldiretti:
«Latte bergamasco addio»

«Presto i cittadini della nostra provincia non potranno più consumare latte bergamasco, ma si troveranno nella condizione di dover portare in tavola un prodotto dalle origini incerte e con una qualità ancora più incerta perchè le nostre aziende sono in ginocchio e non possono più continuare così».
E’ questo il drammatico allarme lanciato dal presidente della Coldiretti bergamasca Giancarlo Colombi, un timore che dà voce alle difficoltà delle numerose aziende zootecniche che ormai sono sull’orlo di una crisi irreversibile.
«Il settore lattiero caseario in questi giorni non si sta confrontando solo con il problema delle quote latte, ma anche con le scelte inaccettabili degli industriali e della grande distribuzione che stanno letteralmente “strozzando” gli allevatori. Solo se verrà garantita una remunerazione equa ai produttori - dichiara con fermezza Colombi - un comparto strategico per l’intera economia provinciale potrà avere ancora delle prospettive: il rischio è che centinaia di stalle scompaiano nel giro di pochi mesi».

«Già ora le aziende sono fuori mercato. Mediamente infatti per produrre un litro di latte spendono 0, 37 euro mentre dalle industrie di trasformazione ne percepiscono solo 0,33 euro. Ormai è solo questione di giorni e la tensione è alle stelle. Nel definire il quadro della situazione, il presidente della Coldiretti bergamasca non sottolinea solo la gravità di quanto sta accadendo, ma invita i consumatori a non sottovalutare il problema, perchè interessa direttamente anche loro.
«Presto il latte bergamasco sarà solo un ricordo e con la scomparsa delle aziende agricole il nostro territorio verrà completamente stravolto. Il prezzo di un litro di latte alla stalla continua a diminuire, sugli scaffali invece non viene mai ribassato e oggi mediamente viene venduto a 1, 60 euro al litro. L’enorme divario tra il prezzo alla stalla e quello al consumo è assolutamente intollerabile. Invito i consumatori anche a verificare la provenienza del latte utilizzato per produrre i formaggi che portano in tavola: avranno sicuramente spiacevoli sorprese. E’ giusto che sappiano che in molti casi i prodotti presentati come bergamaschi o italiani in realtà sono a base di latte proveniente dall’estero, che spesso ha solo il pregio di costare poco, indipendentemente dalla sua qualità e dalla sua sicurezza».

La questione è stata affrontata anche dalla Coldiretti Lombardia, con un gruppo di lavoro composto da dirigenti regionali e provinciali. Per il Presidente di Coldiretti Lombardia Nino Andena «l’attuale situazione dei prezzi di mercato alla stalla, in parallelo agli alti costi di produzione, risulta insostenibile per le imprese agricole, determinando una situazione che può diventare davvero drammatica. Urgono, quindi, azioni concrete per salvaguardarne il futuro, allargando anche all’agricoltura le disposizioni del recente decreto competitività predisposto dal Governo per sostenere i settori economici in crisi, cosa di cui dovrebbe farsi immediatamente carico il Ministro Zaia».

a.ceresoli

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