Martedì 17 Marzo 2009

Unioncamere vede nero
per l'economia orobica

Unioncamere Lombardia vede un deciso peggioramento nel quinquennio 2008-2012 per l'economia della provincia di Bergamo rispetto al periodo di crescita 2003-2007. In base all'ultimo aggiornamento dell'elaborazione realizzata su dati Prometeia, Unioncamere si aspetta infatti una costante di segni meno. Nella media del periodo, infatti le esportazioni di beni scenderanno dell'1,1%, dopo essere cresciute del 5,5% e le importazioni del 1,2% dopo la crescita del 5,6%. Il valore aggiunto scenderà dello 0,5% dal precedente più 1,5% e questo comporterà che il valore aggiunto per abitante nella media del periodo 2008-2012 sarà di 22.100 euro contro i 23.700 euro del periodo 2003-2007. Ci sarà però un aumento del 3% del reddito disponibile delle famiglie a prezzi correnti.
Effetti negativi si avranno sull'occupazione bergamasca, per la quale è attesa una discesa dello 0,3% che si confronta con la crescita dell'1,1% nel periodo precedente. Questo porterà anche a un calo del tasso di occupazione nel 2012 al 42,3% dal 44,6% del 2007 e au aumento del tasso di diosccupazione nel 2012 del 33,% rispetto al 2,6% del 2007.
Unioncamere ha rivisto in generale al ribasso le stime della crescita economica dei prossimi anni e questo per la regione Lombardia comporta un peggioramento generalizzato dello scenario, con una riduzione consistente nel 2009 del Pil (meno 2,3%), delle importazioni (meno 5,5%), delle esportazioni 8meno 6,8%) e degli investimenti fissi lordi (meno 7,3%). In crescita il tasso disoccupazione che potrebbe arrivare al 5,2%. Negativi anche i cosnumi finali interni (meno 0,7%) e in rallentamento il reddito disponibile (più 0,9%). Unioncamere si aspetta in ogni caso nel 2010 i primi segnali di ripresa, seppure meno consistenti rispetto alle previsioni di fine 2008. Il Pil lombardo dovrebbe salire l'anno prossimo dello 0,6%, per aumentare in maniera più sensibile nel 2011 (più 1,4%). Sul più lungo periodo il nuovo scenario di previsione mostra una ripresa più decisa nel 2011, con una ripresa delle esportazioni (più 3,7%) e dei consumi finali (più 1,1%) e l'inversione della tendenza negativa anche per gli investimenti fissi lordi, per i quali si prevede un tasso di crescita del 2,5%.
Anche per l'occupazione la svolta, dopo un 2009 nel quale le unità di lavoro sono previste in calo del 2,3%, è prevista nel 2010, con un timido segno positivo (più 0,1%), ma non nell'industria e nelle costruzioni, dove il ritorno alla crescita è rinviato al 2011.
C'è anche da segnalare che per quanto riguarda il quinquennio 2008-2012 le attese di Unioncamere sono per un andamento degli indicatori provinciali inferiori alla media regionale, così come nel quinquennio precedente 2003-2007 i valori erano stati in genere migliori a Begramo rispetto alla media lomabrda, con l'eccezione del valore aggiunto per abitante, che risente del «peso» milanese.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata