Mercoledì 18 Marzo 2009

Produzione industriale
Nuovo crollo a gennaio

Aumenta su base annua il crollo della produzione industriale che nel mese di gennaio ha segnato un calo del 16,7%. Nel mese di gennaio l'indice della produzione industriale destagionalizzato ha segnato una diminuzione dello 0,2 per cento rispetto a dicembre 2008. Lo rileva l'Istat. A dicembre l'indice aveva segnato una diminuzione del 12,2% rispetto a dicembre 2007, mentre rispetto al mese di novembre il calo era stato del 2,5%. L'Istat spiega inoltre che la variazione congiunturale della produzione industriale della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a meno 8,3 per cento.

L'indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 21,9 per cento rispetto a gennaio 2008. Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie, registrano in termini congiunturali, un incremento dello 0,5 per cento per i beni strumentali e diminuzioni del 2,0 per cento per i beni intermedi, dell'1,7 per cento per i beni di consumo totale (meno 2,0 per cento i beni non durevoli, meno 1,6 per cento i beni durevoli) e dello 0,4 per cento per l'energia. L'indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, nel confronto con gennaio 2008, variazioni negative per tutti i raggruppamenti principali di industrie: meno 23,6 per cento per i beni intermedi, meno 16,9 per cento per i beni strumentali, meno 8,7 per cento per i beni di consumo totale (meno 16,4 per cento i beni durevoli, meno 6,9 per cento i beni non durevoli) e meno 7,9 per cento l'energia.

Un dato preoccupante: così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha commentato i dati Istat sulla produzione industriale. «Bisogna reagire tutti insieme: Governo, Regioni e parti sociali - ha detto Bonanni a margine della presentazione del rapporto annuale dell'Inps - bisogna unire il paese su stessi obiettivi e mettere a frutto le risorse disponibili per gli investimenti». Secondo il leader sindacale è necessario «aumentare i consumi attraverso una collaborazione stretta. Di fronte alla crisi – ha aggiunto Bonanni - nessuno può pensare, stupidamente, di avvantaggiarsi da solo perché in questo modo gli interessi popolari sarebbero distrutti».

e.roncalli

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