Martedì 19 Maggio 2009

Adiconsum contro Unicredit
Al via un'azione inibitoria

L’Adiconsum ha deciso di avviare un’azione inibitoria contro il gruppo Unicredit. «Una necessità – si legge nel comunicato stilato dall’associazione dei consumatori della Cisl – che deriva dal comportamento di chiusura di Unicredit nel riconoscere la restituzione, a scadenza, del capitale investito dal consumatore nelle polizze Cnp Unicredit Vita definite a capitale garantito».

I prodotti in oggetto, definite tecnicamente index linked, rientrano tra quelli collegati alla banca americana Lehman Brother, il colosso fallito in seguito alla crisi dei mutui subprime. In questo caso le banche italiane, come Unicredit, erano dei semplici collocatori mentre le performance e la restituzione del capitale erano a carico della banca americana: cosa che, visto il fallimento, si è tramutato in un brutto incubo per migliaia di risparmiatori-investitori.

A fine novembre dell’anno scorso il Consiglio di Amministrazione di CNP UniCredit Vita, i cui azionisti di riferimento sono i Gruppi CNP Assurances e UniCredit, aveva deliberato «un piano d’intervento a protezione degli investimenti in polizze index linked collegate ad obbligazioni del Gruppo Lehman Brothers – si legge nella nota ufficiale diramata da Unicredit - per un valore complessivo fino a circa 400 milioni di euro. L’operazione mira a tutelare gli assicurati coinvolti e a riaffermare più in generale il patto di fiducia con la propria clientela, oltre che prevenire ogni possibile contenzioso. L’intervento riguarda circa 25.000 clienti, sottoscrittori di tredici emissioni di polizze index linked commercializzate prevalentemente tra il 2001 e il 2003 dalle reti appartenenti all’ex Gruppo Capitalia, le cui naturali scadenze si collocano per la quasi totalità nel primo semestre del 2009. L’operazione vede, come elemento principale, la trasformazione di tali polizze, con sottostanti obbligazioni Lehman Brothers, in nuovi prodotti, garantiti dalla Compagnia stessa, i quali reintegreranno alla loro scadenza il capitale investito dal cliente, al netto delle cedole già percepite. Per il corretto svolgimento dell’operazione – conclude Unicredit – sarà costituita una commissione, presieduta da una figura di garanzia esterna alla Compagnia e ai due Gruppi azionisti, che avrà il duplice compito di validare la proposta complessiva agli assicurati e di contribuire alla composizione di eventuali casi residuali».

«Le proposte avanzate da Unicredit non vanno certo nella direzione che si auguravano i consumatori – ribatte Eddy Locati, segretario Adiconsum Bergamo -, clienti che, dopo essersi fidati del proprio istituto bancario investendo in un prodotto offerto come sicuro, si sono ritrovati in mano dei prodotti “falliti”. Per questo Adiconsum ha ritenuto necessario procedere con un’azione inibitoria fatta presso il tribunale di Roma. Se il giudice, come ci auguriamo, dovesse darci ragione – continua Locati – annullerebbe le proposte fatte da Unicredit costringendola a ridiscutere il tutto, permettendoci di aver delle proposte a noi più favorevoli. Invitiamo quindi gli interessati ad aderire (non ci sono spese a carico dei consumatori) alla nostra iniziativa». Unicredit prende atto dell’iniziativa di Adiconsum, ma intanto comunica che «la campagna adesioni» relativa al sostegno dei propri investitori «si è conclusa raccogliendo il consenso complessivo di circa il 95% dei clienti interessati dall’iniziativa».

a.ceresoli

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