Martedì 19 Maggio 2009

Un Consiglio europeo per il latte
Colombi: «Si apre un spiraglio»

L’intensa campagna promossa dalla Coldiretti in difesa del latte Made in Italy e delle stalle italiane sta dando i primi importanti frutti. Infatti il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, raccogliendo le pressanti sollecitazione lanciate durante la mobilitazione dello scorso 12 maggio da centinaia di allevatori coordinati dalla Coldiretti oggi, martedì 19 maggio, giorno della vigilia delle nuove assegnazioni delle quote latte, ha rilasciato alcune dichiarazioni incoraggianti per  gli allevatori.

“Ho già chiesto un Consiglio straordinario europeo per difendere la nostra produzione di latte. In Italia arriva latte a 18 centesimi, prodotto in Paesi che nulla hanno a che fare con il valore e le buone pratiche per la qualita'. E' inconcepibile  che i nostri allevatori siano costretti a confrontarsi con agricolture che non hanno niente in comune con la storia e l'identità dei nostri allevamenti. Il latte italiano non può avere un prezzo inferiore ai 31/34 centesimi; viceversa, si decreterebbe la chiusura di un intero comparto. E' ora che l'Europa assuma decisioni non più rinviabili e prenda posizioni chiare e inequivocabili. Il comparto italiano, per quanto e' di nostra competenza, e' schierato a difesa di un prodotto sotto attacco da parte di un mercato drogato. Noi non ci stiamo. Vogliamo che gli allevatori sentano la nostra solidarietà e l'impegno che mettiamo nel nostro lavoro, a tutela del settore''.

Secondo le ultime rilevazioni sta costantemente diminuendo la produzione di latte italiano, mentre aumentano le importazioni dall’estero. Dalla Polonia arriva latte a 21,04 euro al litro, dalla Repubblica Ceca a 22,95 euro al litro dalla Repubblica Slovacca a 19,57 euro al litro e dalla Romania a 23,08 euro al litro.

“Questa iniziativa del ministro – ha affermato il presidente della Coldiretti bergamasca Giancarlo Colombi – è un segnale significativo per i titolari dei circa 900 allevamenti bergamaschi e per le loro famiglie, che sono in attesa di uno spiraglio che permetta loro di guardare con maggiore serenità al futuro e di non buttare al vento anni di lavoro e di sacrifici. Il nostro appello per contrastare il fenomeno del latte e dei semilavorati che invadono il nostro Paese a prezzi stracciati non è caduto nel vuoto e questo è importante, continuiamo però chiedere a gran voce interventi decisivi per mettere fine a questa situazione che sta minacciando allevatori e consumatori. Sottolineiamo anche che è essenziale fare presto perchè agli allevatori bergamaschi il latte oggi viene pagato solo 0, 29 euro al litro, una remunerazione assolutamente insufficiente che porterà inevitabilmente alla scomparsa della zootecnica da latte provinciale. E’ giusto che il consumatore sappia che sta progressivamente diminuendo la produzione di latte italiano mentre sono in aumento le importazioni. Questo significa che stiamo sempre più consumando latte di cui non conosciamo la provenienza. E se all’industria la materia prima costa meno perchè al consumo i prezzi non diminuiscono?”

a.ceresoli

© riproduzione riservata

Tags