Domenica 31 Maggio 2009

Albino, lo scontro sull'Honegger
non si placa e va in tribunale

Finirà in tribunale la vicenda del Centro Honegger di Albino - operazione da 80 milioni su un’area di 26 mila metri quadrati - che oppone la società «Albino Prima» (attraverso l’amministratore delegato Domenico Calzaferri) e il Comune seriano, nella persona del sindaco Piergiacomo Rizzi.

A passare alle vie di fatto legali, dopo mesi di schermaglie dialettiche, è Calzaferri, che sabato ha deciso «di dare avvio a una denuncia penale nei confronti del sindaco Rizzi», al quale contesta la «manomissione del Piano di governo del territorio». E se la questione, come sembra ormai inevitabile, approderà davanti a un giudice, pronti a scendere in campo sono anche i commercianti che già hanno acquistato spazi all’interno del Centro Honegger, i quali si sono riuniti in comitato e si dicono pronti «ad appoggiare le legittime richieste» della società di Calzaferri, e a «costituirsi parte civile chiedendo al sindaco il risarcimento dei danni» per i «consistenti investimenti economici in vista dell’apertura del centro che doveva avvenire a fine settembre».

«Si accomodi pure chi vuole, io sono in regola» replica Rizzi, che preannuncia a propria volta denunce nei confronti di chi «venerdì ha portato davanti a casa mia il presidio di protesta che era davanti al Comune» e contro chi «in tv mi ha accusato di "disonestà", ultima di una serie di calunnie per gettare fango su di me alla vigilia delle elezioni. Compresa quella secondo cui avrei già ricevuto e stracciato il parere legale della Regione, come se io potessi fare una cosa del genere con un documento ufficiale e protocollato».

Tutto nasce dalla richiesta di «Albino Prima» di poter unire le due licenze commerciali destinate a «food», cioè alla vendita di generi alimentari – rispettivamente da 1.248 e 1.223 metri quadrati – in un’unica struttura da 2.500 metri quadri. Una richiesta posta come condizione per proseguire i lavori del cantiere, il cui blocco rischia di lasciare senza lavoro i 120 operai che vi sono attualmente impiegati: quelli che nei giorni scorsi sono andati a protestare davanti al Comune (il presidio è stato tolto proprio sabato) e alla casa del sindaco.

Gli estremi dell’illecito penale, secondo Calzaferri, possono essere ravvisati «nella procedura seguita in Consiglio comunale, dove in sede di adozione del Piano di governo del territorio è passata la soluzione che prevede l’unico supermercato da 2.500 metri quadrati, mentre al momento dell’approvazione, senza che fosse intervenuta nel frattempo alcuna osservazione, improvvisamente e misteriosamente è ricomparsa la versione con le due licenze da 1.250 metri quadri l’una». Licenze che risalgono ad accordi del 2004 fra l’Amministrazione e il privato, ma secondo quest’ultimo «da allora le condizioni sono cambiate (in particolare con l’apertura dell’Esselunga di Nembro)», senza contare che «per i Comuni con più di 10 mila abitanti il dimensionamento delle medie strutture (categoria per le quali sono valide le licenze in questione, ndr) è di 2.500 metri quadri: si tratta di buttare giù un muro, le volumetrie non cambiano e la licenza commerciale c’è già».

«Il Pgt – replica il sindaco Rizzi – non ha fatto altro che recepire quanto già era in essere nel precedente Piano regolatore generale: cinque licenze di media struttura, di cui tre intestate ad "Albino Prima" e due a "Coop". E queste ultime sono poi quelle da circa 1.250 metri l’una che la società vorrebbe unire. Al momento di adottare il Pgt, però, di licenze ce ne siamo invece trovate quattro, perché le due a nome "Coop" erano già state unificate senza che nessuno ci avesse chiesto o anche solo comunicato nulla. Quando l’ho fatto presente ai tecnici estensori del piano, la cosa è stata corretta come era in origine, e questa versione è arrivata all’approvazione. Forse bisognava farlo attraverso un’osservazione, ma da qui a ravvisare gli estremi per una denuncia penale a carico mio o del Comune ce ne corre. E poi, se a suo avviso l’irregolarità c’era, perché "Albino Prima" non ha fatto ricorso al Tar o al Consiglio di Stato contro il documento urbanistico? Forse non erano poi così convinti di essere nel giusto, chiedendo qualcosa che magari prima o poi otterranno anche, ma non sta scritto da nessuna parte che sia obbligato a darglielo io. A una settimana dalle elezioni».

m.sanfilippo

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