Venerdì 18 Settembre 2009

Export bergamasco ancora in crisi
Da gennaio a giugno calo del 24%

Continuano a segnare brutto tempo i dati sulle esportazioni bergamasche. Il bilancio dei primi sei mesi conferma quanto si era già visto nel primo trimestre, con un ulteriore ritocco al ribasso. Il semestre, in base ai dati Istat diffusi giovedì, ha chiuso con un calo, rispetto alla prima metà del 2008, del 24% a oltre 5 miliardi di euro.

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, c’è da dire che il confronto tendenziale fra le prime due frazioni d’anno mostra un recupero del 6% nel secondo trimestre rispetto al primo. Ma non basta. I 6,6 miliardi del primo semestre 2008 sono lontani. C’è uno scarto di oltre un miliardo e mezzo da recuperare.

In Asia e in America il crollo è limitato al 15%. Sono appesantite da un -28% invece le vendite bergamasche nella vecchia Europa, con la Germania, tradizionale locomotiva di riferimento per la provincia, che fa anche peggio: tracollo del 31,5% nel semestre.

Da segnalare che, nonostante i risultati negativi dell’export, la bilancia commerciale bergamasca rimane ampiamente positiva per oltre 2,1 miliardi, con un calo che si avvicina al 4%. Il dato è positivo perché dice della capacità di Bergamo di generare valore aggiunto. Ma è anche il frutto di un crollo delle importazioni più alto rispetto a quello dell’export: l’import cala del 34% sotto il tetto dei 3 miliardi ed è un aspetto che va tenuto sotto osservazione.

Tra i settori merceologici, il calo delle esportazioni è generalizzato. La metallurgia è scesa sotto quota un miliardo con un calo vicino al 21% che ha portato l’export a quasi 906 milioni. La meccanica, prima voce del manifatturiero bergamasco nel mondo, si mantiene invece sopra il miliardo a 1,32 miliardi, con un calo comunque del 21,4% rispetto a 1,68 miliardi del primo semestre dell’anno scorso. Leggi di più su L'Eco di venerdì 18 settembre

m.sanfilippo

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