A Zogno le camicie per D&G
Il Laboratorio del Carmine fa squadra

Cresce il Laboratorio del Carmine di Zogno, e pensa a nuovi rapporti commerciali senza perdere il senso della manifattura che nel 1969 ha permesso alla famiglia Ruch di aprire questa azienda familiare in via Locatelli.

Un vero e proprio laboratorio dove le camicie sono fatte come una volta, all’insegna della sartorialità e dei tessuti che fanno la differenza. Alta gamma, si dice in gergo, tanto che è proprio di queste settimane la preparazione del campionario per una griffe di alto grido: a Zogno si sta infatti realizzando la collezione camiceria bambino e bambina di Dolce e Gabbana, oltre alla linea di pigiameria di seta da uomo e donna per il brand di lusso che punta sul mondo del fatto a mano che in Italia resta l’eccellenza.

Tutto questo mentre a Zogno ci si allarga con la zona produttiva: «Stiamo estendendo di un centinaio di metri quadrati il laboratorio, creando al piano terra della nostra struttura un atelier di produzione che ci faciliterà nella prototipia, nella realizzazione dei campionari, estendendo anche il servizio del “su misura”» spiega Paolo Ruch, amministratore delegato dell’azienda, gestita insieme alle sorelle Emanuela, Carola ed Annalisa.

«Proprio quest’area ci permetterà di velocizzarci nella produzione e nella rete commerciale: la consegna del prodotto deve essere sempre più veloce, per rispondere alle esigenze di un mercato che fa ordini più parcellizzati e con tempi più ridotti» continua Ruch, che conosce bene il mondo delle aziende e dei brand nazionali e internazionali: «Il 70% della nostra produzione è ancora per conto terzi, con nuovi clienti: ci occupiamo delle camicie di gruppi italiani che fanno total look e che da noi ordinano tutta la camiceria, oltre a realtà internazionali: per queste ultime ci stiamo specializzando anche sulla pigiameria, in particolare per un’azienda belga stiamo producendo una linea in seta uomo, donna e bambino». Pigiami che stanno diventando una nuova proposta di alta fascia dell’azienda di Zogno: «Ancora è di nicchia, ma vogliamo estenderla con un produzione ampia e in tessuti sempre diversi: lini e sete, e cotoni, principalmente del Cotonificio Albini e di realtà produttive italiane e svizzere. Gli stessi fornitori per le camicie».

Anche perché diversificare la proposta è un modo per combattere la crisi: «Che abbiamo sentito anche noi, soprattutto negli anni scorsi - commenta Ruch -: ora il mercato si sta muovendo e una proposta più ampia, il made in Italy garantito, ma soprattutto il gioco di squadra sono delle valide contromisure». Gioco di squadra che ha portato il Laboratorio del Carmine a partecipare a un nuovo progetto questa volta con il suo omonimo brand, che si amplia: «Siamo sei aziende tutte italiane che producono sul territorio: grazie a un responsabile commerciale che ha creato la rete di contatti, in questi giorni apriamo a Milano uno showroom condiviso» spiega l’ad.

Lo spazio si trova in via Guercino, zona Moscova, e vestirà uomo e donna: dalle camicie di Zogno a una linea di abiti e pantaloni, ma anche scarpe e pantofole, giubbotteria, borse e piccola pelletteria. «Lo spazio sarà a disposizione come showroom per la clientela internazione e per i buyer, ma sarà anche area vendita con servizio su misura». Un modello che sempre in questi giorni le sei aziende replicheranno in Sardegna: «Apriamo un altro spazio, questa volta a Porto Cervo, nella piazzetta della nota località turistica».

In questo caso si tratterà di una realtà prettamente commerciale, un temporary attivo fino a settembre: Obiettivo la clientela internazionale, anche perché lo sguardo è rivolto verso Dubai e New York, per aprire nel 2016, anche con altre tre aziende italiane che stanno pensando di entrare nel progetto. «Fare rete è l’antidoto alla crisi. Se negli ultimi due anni ci siamo concentrati sulla produzione conto terzi, ora vogliamo ampliare la nostra etichetta, con una proposta multibrand. Si suddividono i costi, si fa strategia condivisa, accomunati dal made in Italy e da un’offerta di alto livello, senza scegliere l’opzione commerciale di entrare nei negozi gestiti da terzi». Con una strategia differente: «Nelle città in cui le aziende partner hanno il loro atelier, ampliamo l’offerta con la proposta delle nuove etichette, garantendo così un total look come a Milano e Porto Cervo: così sarà anche per il nostro showroom a Bergamo, in piazza Repubblica, gestito da mia sorella Emanuela».

Con un investimento del 3% del fatturato su questo progetto commerciale: «Chiuso il 2014 sui 2 milioni e mezzo, quest’anno siamo in linea mentre per il prossimo biennio prevediamo una crescita del 20%». Crescita anche di personale, che a Zogno, è già stato ampliato: «Quest’anno abbiamo aggiunto tre nuove risorse nell’area produttiva, salendo a 44 persone in laboratorio e a 6 commerciali e amministrative, considerando le due società a cui facciamo capo. Nei progetti ci sono due nuove assunzioni nel 2016 che arrivano dalla formazione professionale delle scuole bergamasche».

Con un appello importante che già nelle scorse settimane ha fatto anche Franco Greco, presidente dei Tessili di Confindustria: «Serve manodopera nel tessile e abbigliamento. Per favorire una crescita del personale e una maggiore specializzazione, considerando che a settembre il corso in ambito provinciale non partirà perché troppi pochi gli iscritti, noi stessi in azienda avviamo incontri aperti anche alla manodopera esterna. Un corso finanziato dalla Regione Lombardia, che mostra un settore che può e vuole ancora crescere, ma puntando sulla specializzazione e l’alta qualità».

Fabiana Tinaglia

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