Martedì 28 Dicembre 2004

Accordo sindacale alla Lorenzini per il terzo anno di «solidarietà»

La Lorenzini chiederà per il terzo anno il contratto di solidarietà per i lavoratori dello stabilimento di Nembro. Lo stabilisce l’ipotesi di accordo firmata nei giorni scorsi al termine della verifica sull’andamento dell’attività e del secondo anno di «solidarietà» che si va a concludere. Lorenzini è un marchio storico della camiceria italiana. Fondata nel 1920, la società occupa un centinaio di persone fra Nembro e Merate, dove si trova la sede principale che riunisce logistica e amministrazione, oltre alle operazioni di taglio. In Val Seriana le camicie, prodotte sia a marchio Lorenzini sia per marchi terzi, vengono confezionate. Un’altra unità produttiva indipendente, che fa capo a una società controllata, si trova a Nardò (Lecce).

Il prolungamento dei contratti di solidarietà a Nembro è stato richiesto per tutti i 69 addetti con una riduzione da venti a sedici ore per i part-time e da quaranta a ventiquattro per i full-time. Le ragioni che hanno portato a chiedere la «solidarietà» sono quelle comuni anche ad altre realtà tessili in questa fase di congiuntura negativa. In particolare, come spiegano dall’azienda, pesano il costo del lavoro, l’incidenza fiscale, la crisi dei consumi e, per un’impresa come la Lorenzini che conta molto sulle esportazioni, la debolezza del dollaro rispetto all’euro.

«La situazione permane difficile», commenta Francesco Corna, che ha firmato l’accordo per la Femca-Cisl. «Il contratto di solidarietà tiene le professionalità che ci sono in azienda in attesa della ripresa che stenta ad arrivare. Da parte nostra abbiamo sollecitato l’azienda a intensificare gli sforzi sul marchio Lorenzini che dà il maggiore valore aggiunto».

Sottolinea questo aspetto anche Romeo Lazzaroni della Filtea-Cgil: «Speriamo che questo terzo anno di contratti di solidarietà sia utile per rilanciare l’attività. Abbiamo chiesto all’azienda di investire di più sul marchio Lorenzini e sulla distribuzione in proprio: crediamo che serva una spinta in più». L’accordo sarà sottoposto ai lavoratori giovedì.

(28/12/2004)

fa.tinaglia

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