Alla Repla di Calusco 32 lavoratori in esubero

Sono 32 i lavoratori della Repla di Calusco d’Adda dichiarati in esubero dalla proprietà, e cioè il gruppo Bisazza di Vicenza, leader mondiale nella produzione di mosaici di vetro per la decorazione di interni ed esterni e uno dei marchi di lusso più conosciuti nel comparto del design. In pratica, l’azienda vuole chiudere l’attività produttiva per mantenere solo piccole lavorazioni e il magazzino.L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi dai vertici aziendali alla rappresentanza sindacale unitaria e al sindacato, e un incontro fra proprietà e rappresentanti dei lavoratori è già stato fissato per martedì 27 nella sede di Confindustria Bergamo. Sindacati (con Antonio Scaini, della Filca-Cisl) e Rsu (con Giovanni Sottocornola) chiederanno di ridurre il più possibile il numero dei lavoratori in esubero. «Si spera di ridimensionare il dato - spiega Scaini - poiché i lavoratori in forza a Calusco sono in tutto 43 e dunque gli esuberi riguarderebbero circa i tre quarti degli addetti. L’intenzione del gruppo Bisazza è di mantenere solo 11 addetti per la macerazione del vetro e per il magazzino. Noi vorremmo invece mantenere almeno parte della produzione e ovviamente più lavoratori in loco. Del resto ci risulta che l’azienda voglia trasferire la produzione a Verona, dunque a 100 chilometri di distanza, e non all’estero».I lavoratori bergamaschi temono che si possa ripetere quanto accaduto due anni fa nello stabilimento Bisazza di Spilimbergo, la cui attività è stata chiusa interessando circa 118 dipendenti del gruppo Bisazza. La Repla, fondata a Calusco nel 1977, dal 1995 fa parte del gruppo Bisazza. Che, a giustificazione della sua decisione, si richiama a ragioni «strategico-produttive»: la struttura produttiva di Calusco sarebbe sovradimensionata oltre che scarsamente competitiva (nel polo produttivo bergamasco si producono piastrelle per pavimenti e lastre per banconi e cucine).(23/05/2008)

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