Giovedì 16 Dicembre 2004

Amianto, tornano le pensioni

Non è una guerra vinta, ma è di certo una battaglia conclusa positivamente. Per 6 dei 13 ex dipendenti della Dalmine ora pensionati saranno ripristinati i benefici previdenziali riservati a chi è stato esposto all’amianto, benefici che erano stati revocati nello scorso agosto.

Al tavolo delle trattative tra i sindacati confederali e l’Inail, l’Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro, convocato ieri dal prefetto Cono Federico per verificare la documentazione raccolta e presentata dai sindacati, l’Inail ha definitivamente riconosciuto a sei ex dipendenti della Dalmine il diritto alla pensione per l’esposizione all’amianto, aprendo così la strada al reintegro del trattamento sospeso dall’estate. «Abbiamo analizzato - spiega Fabrizio Barela, direttore generale vicario dell’Inail regionale - tutta la documentazione unita alle pratiche per la pensione per tre dipendenti e abbiamo reintegrato il pieno diritto alla pensione; per altri tre dipendenti Sismi Sipen (società in subappalto all’interno della Dalmine, ndr) è stato accertato il beneficio per il periodo svolto nello stabilimento. Ora continueremo nella verifica della documentazione per gli altri 7 ex dipendenti che sono senza lavoro e senza pensione e per un altro dipendente che fa capo ad un’altra sede dell’istituto. Terminata questa prima fase, affronteremo le posizioni degli altri 35 lavoratori ai quali è stato revocato il riconoscimento dei benefici previdenziali per l’amianto».

Positivo e costruttivo il clima che si è creato in queste settimane tra le parti sindacali e l’Inail. «È certo che l’intervento dei sindacati nel raccogliere la documentazione necessaria per le verifiche - continua Barela - ci ha favorito molto nel chiarire le diverse posizioni dei pensionati e dei lavoratori».

Il prefetto si è dichiarato soddisfatto per l’evoluzione della situazione. «Devo ammettere che entrambe le parti hanno cercato di trovare possibili vie di mediazione, favorendo il lavoro di entrambe le parti - osserva Cono Federico -. È un atteggiamento che dimostra saggezza, e cioè la volontà di risolvere bene e in breve tempo questa situazione che, per certi lavoratori, è molto critica». Commenti positivi anche da parte dei sindacati. «Siamo contenti di questo piccolo passo che dimostra un diritto acquisito da parte dei lavoratori - spiega Gigi Pezzini, della Fim-Cisl - ora continueremo nel raccogliere la documentazione necessaria per gli altri casi». «Un ringraziamento è d’obbligo per l’Inail - aggiunge Ferdinando Uliano, segretario della Fim-Cisl di Bergamo - che in questi mesi ha rivisto le pratiche svolgendo dei controlli incrociati per verificare ogni situazione. Continueremo ad offrire la nostra disponibilità per risolvere alacremente questi problemi». Nelle prossime settimane i sindacati saranno di nuovo impegnati a completare la documentazione necessaria. «Stiamo raccogliendo le dichiarazioni di altre due società, la Cividini e la Site, che hanno lavorato all’interno della Dalmine - osserva Martino Signori, segretario della Fiom-Cgil di Bergamo - e ci auguriamo che la Dalmine si renda disponibile nel favorire queste dichiarazioni». Il prossimo incontro si svolgerà verso la metà di gennaio. «Raccoglieremo la documentazione - commenta Giuliano Gritti, segretario della Uilm-Uil - per risolvere tutti gli altri casi ancora aperti».

(16/12/2004)

fa.tinaglia

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