Mercoledì 19 Novembre 2008

Brembo, 240 lavoratori a rischio
Sabato un’assemblea

Oltre 240 lavoratori a rischio al Gruppo Brembo. Si svolgerà sabato 22 novembre l’assemblea pubblica organizzata da Fiom-Cgil e dalle rappresentanze sindacali aziendali del Gruppo Brembo per fare il punto sulla situazione dei lavoratori precari all’interno dell’azienda metalmeccanica leader sul mercato mondiale per la produzione di sistemi frenanti.Durante l’incontro, che si svolgerà a Curno alle 9.30, si parlerà della posizione assunta dal Gruppo Brembo di fronte alle recenti difficoltà riscontrate sul mercato internazionale e se sia possibile evitare il licenziamento di oltre 240 lavoratori, tra somministrati e assunti con contratti a termine, che secondo l’azienda dovrebbe avvenire entro fine anno. «Nel settore metalmeccanico, anche nella nostra provincia, le aziende hanno smesso di rinnovare i contratti a tempo determinato - si legge sul comunicato della Fiom-Cgil -: sia la Brembo, con i suoi oltre 240 lavoratori espulsi entro fine anno, sia le industrie metalmeccaniche del territorio stanno contribuendo in modo pesante al saldo negativo dell’occupazione, facendo pagare ai lavoratori e alle lavoratrici con contratti atipici, interinali o con contratti a termine il peso della crisi finanziaria in corso consegnandoli alla disoccupazione».La Fiom-Cgil, come si legge dal volantino, si è prefissata anche obbiettivi a livello nazionale che verranno illustrati e discussi durante l’assemblea di sabato. In particolare la modifica delle leggi che favoriscono la precarietà attraverso iniziative di mobilitazione generale; la necessità di estendere a tutte le tipologie di assunzione la Cassa Integrazione e la Mobilità; il ripristino dell’integrazione al 80% dello stipendio e l’abolizione dei massimali. Inoltre i sindacati vogliono sostenere l’incentivazione dei Contratti di Solidarietà specialmente a fronte di una crisi generale e dalla durata indefinita e sostenere la richiesta di aumento a 12 mesi la durata della indennità di disoccupazione ordinaria al 60% di stipendio. Infine - si legge ancora nel volantino - richiediamo un reddito di inserimento con percorsi certi per i giovani disoccupati e la necessità di “sospensione” di quanto disposto dalla legge Bossi – Fini per quanto attiene al legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro per le persone che vengono espulse dai luoghi di lavoro a causa dell’attuale situazione di crisi». (19/11/2008)

fa.tinaglia

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