Brembo,  stabilimenti bergamaschi fermi Salvaguardata salute di 3 mila lavoratori
Lo stabilimento della Brembo di Curno

Brembo, stabilimenti bergamaschi fermi
Salvaguardata salute di 3 mila lavoratori

Brembo ferma tutti i suoi stabilimenti bergamaschi, Mapello, Curno e Stezzano, per ripartire, una settimana dopo, «sanificata» e attrezzata per meglio resistere agli attacchi dell’epidemia che ha scelto come epicentro proprio la provincia di Bergamo.

Questo il comunicato dell’azienda: «A causa dell’oggettiva situazione di emergenza nelle aree di Bergamo e Brescia (tra le più colpite al mondo dalla pandemia di COVID-19), dove hanno sede gli stabilimenti italiani di Brembo, l’azienda ha disposto che dal 16 al 22 marzo le proprie attività produttive a Stezzano, Curno, Mapello e Sellero saranno temporaneamente sospese. La decisione è in linea con le disposizioni straordinarie del Governo Italiano e ha l’obiettivo di tutelare la salute e sicurezza delle persone, a fronte dell’evoluzione della pandemia del COVID-19 e alla conseguente oggettiva impossibilità di operare con continuità.

Brembo ha preso questa decisione con grande senso di responsabilità e d’accordo con tutte le parti sociali coinvolte, per intensificare le misure già adottate fin dalle prime fasi di diffusione del virus e per garantire una maggiore sicurezza e serenità di tutte le proprie persone. L’azienda continua a monitorare con la massima attenzione l’evolversi della situazione ed è pronta a riprendere le proprie attività con l’impegno e lo sguardo rivolto al futuro che da sempre la caratterizzano.

In precedenza anche la Rsu del gruppo aveva inviato una comunicazione: «È una scelta di grande responsabilità, che apprezziamo e approviamo - dice Luca Nieri, segretario generale Fim Cisl Bergamo -. Anteporre la tutela della salute dei 3000 lavoratori degli stabilimenti orobici alle aspettative economiche è segno di attaccamento al proprio capitale umano. Oggi non è possibile sapere quale ammortizzatore sociale verrà utilizzato per la copertura della settimana, anche perché si è in attesa che vengano sbloccati i fondi destinati a coprire questa emergenza, e sarà poi compito di Rsu e azienda valutare la possibile riapertura o il prolungamento del fermo».

Nella settimana di chiusura saranno presenti in azienda solo i presidi strettamente necessari per effettuare la sanificazione di tutti gli ambienti


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