Mercoledì 17 Dicembre 2003

Cesare Romiti a Bergamo per parlare della Cina

«Obiettivo Cina» è il tema di un incontro, che vedrà in veste di relatore Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia-Cina, in programma stasera alle 18,30 nell’auditorium della Provincia, in via Borgo Santa Caterina 13.

Romiti è stato invitato a Bergamo dal presidente della Provincia, Valerio Bettoni, che da anni è impegnato per lo sviluppo delle relazioni culturali, economiche e politiche con la nazione cinese anche in qualità di componente il comitato esecutivo dell’Istituto Italo-Cinese «Vittorino Colombo», presieduto dal senatore Giulio Andreotti.

La Fondazione Italia-Cina, costituita nel novembre 2003 con sede a Milano, ha ricevuto l’apporto e il contributo di significativi gruppi imprenditoriali e finanziari italiani. Nella Fondazione, punto di riferimento del sistema economico italiano per favorirne un suo diverso posizionamento in Cina, sono presenti inoltre quattro dicasteri (Affari Esteri, Attività Produttive, Pubblica Istruzione, Beni Culturali) e le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna.

Per venticinque anni ai vertici della Fiat, Cesare Romiti è uno dei manager italiani dal curriculum più prestigioso e sicuramente un grande protagonista della storia italiana recente. Nel giugno 1998 diventa presidente del gruppo editoriale Rcs Editori (Rizzoli Corriere della Sera).

«La presenza autorevole di Cesare Romiti - dice il presidente della Provincia di Bergamo - offre la possibilità di approfondire lo stato dei rapporti economici e finanziari con la grande realtà cinese in continua espansione e analizzare concretamente interessi ed opportunità di presenza del mondo economico, industriale e finanziario bergamasco nel vasto panorama imprenditoriale della Cina. Gli eventi culturali, le manifestazioni promozionali e fieristiche, e l’incremento dei flussi turistici cinesi verso l’Italia, che figurano tra le finalità della fondazione presieduta da Cesare Romiti, sono canali attraverso cui si contribuirà ad alimentare i rapporti tra le comunità e attivare iniziative di collaborazione e interscambio».

(18/12/03)

g.francinetti

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