Cividini, la maison bergamasca
torna a scommettere sulla moda uomo

Dopo oltre 10 anni Cividini torna alla moda uomo, una scelta che, lo stilista lo sa già, molti definiranno «coraggiosa». Ma il bergamasco sorride: «Non sono mai stato un pessimista e, come ho fatto sempre, ho analizzato il periodo, il mercato e deciso che questo per noi era il momento propizio». Il prossimo mese, quindi, durante la Settimana della Moda di Milano, la maison con sede a Gorle lancerà la sua nuova linea uomo.

Un ritorno al passato per Piero e la moglie Miriam, che negli ultimi anni si sono focalizzati esclusivamente sulla donna: «L’uomo lo avevamo avviato negli anni Novanta, poi nel 2004 la decisione di lanciare la pre-collezione femminile e spingere sulla donna, una scelta strategica che ci ha portato una forte internazionalizzazione. L’uomo a quei tempi era troppo di nicchia e abbiamo preferito attendere tempi migliori». Arrivati ora: «Partendo dal primo amore, la maglieria, con una trentina di modelli in una quarantina di varianti – continua Cividini -. I materiali saranno quelli della nostra tradizione: lana cashmere e merino, con lavorazioni artigianali, ma anche moderne come l’uso dell’aerografo, di pitture a mano, tra doppiature multi-materiale e di tessitura».

Tutte maglie realizzate con filati pregiati «e con le lavorazioni e la cura artigianale che contraddistingue già le nostre collezioni da donna – prosegue –. Dei modelli ci siamo occupati io, Miriam e nostra figlia Anita che con noi compone lo staff stilistico. Tutta la produzione è a Gorle ed è già avviata la rete commerciale». La nuova collezione sarà distribuita in Giappone e negli Stati Uniti, dove Cividini è cresciuto negli ultimi anni con le sue esportazioni: «Stiamo definendo proprio in questi giorni anche l’Italia e la Germania». Anche se il nostro Paese è ancora al rallentatore: «La nostra moda e il brand Cividini sono radicati in Oriente, ma qualcosa a livello nazionale si sta muovendo. Resta sempre nei progetti futuri anche un’apertura di un monomarca a Milano». Intanto per il 2016 un altro negozio sarà inaugurato in Giappone dove l’azienda bergamasca è già presente con una trentina di shop. «La linea uomo ci permette di diversificarci sul mercato e di estenderci, andando a coprire la domanda di una moda maschile contemporanea e sofisticata, attenta alla qualità e alle materie prime, ma anche alle lavorazioni artigianali: alcuni capi saranno realizzati dalle nostre maestre magliaie su antiche macchine nel laboratorio aperto a Ponte di Nanto, piccola località veneta, dove abbiamo avviato la linea “Fatto a mano”».

Questo perchè secondo Cividini sta crescendo quella fetta di «consumatori che punta al valore artigianale del made in Italy: ciò significa non seguire le mode ma cogliere l’attualità e la contemporaneità nelle sue scelte», spiega Piero Cividini. Imprescindibili «la cura dei dettagli, la qualità dei materiali e la costruzione dei modelli», i tre cardini su cui si basa la maison che chiude il 2015 con 12 milioni e mezzo di fatturato: «Siamo stabili e non ci lamentiamo. Ora l’uomo è una nuova scommessa e un impegno importante: stimiamo di crescere di un 15% nel prossimo biennio, con una produzione che resta in casa e che nasce dalla creatività della nostra famiglia e da un lavoro di squadra. Al momento in questo nuovo progetto abbiamo investito intorno ai 50 mila euro», conclude Cividini. Dalla maglieria a un total look, come per la donna? «Ci vorrà tempo e dobbiamo vedere come risponde il mercato. La sensazione che il nostro settore si stia riprendendo è percepita, ma deve ora consolidarsi. E crescere. Per il resto si vedrà».

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