Contratti di rete, così si supera la crisi
Bergamo è all’avanguardia in Italia

In Lombardia, per circa 2.000 imprese, 426 contratti di rete. Milano prima in regione con 145 contratti di rete per 657 imprese, seguita da Brescia (81 per 363), Bergamo (71 per 231) e Monza Brianza (32 per 141).

Il contratto di rete tra imprese è un nuovo strumento giuridico, introdotto nell’ordinamento italiano nell’anno 2009, che consente alle aggregazioni di imprese di instaurare tra loro una collaborazione organizzata e duratura, mantenendo la propria autonomia e la propria individualità (senza costituire un’organizzazione come la società o il consorzio), nonché di fruire di rilevanti incentivi e di agevolazioni fiscali.

Per aggregazioni di imprese si intende una realtà produttiva costituita da una molteplicità di imprese, tipicamente di piccole e medie dimensioni, tra le quali intercorrono particolari rapporti di collaborazione ed interdipendenza, diversi ed ulteriori rispetto il mero scambio di beni o prestazioni e rispetto le comuni relazioni di concorrenza di mercato.

In Italia, dopo la Lombardia con circa 2.000 imprese con contratto di rete, seguono Emilia Romagna con 1.162, Toscana con 996, Veneto con 789 e Lazio con 675 imprese. Nella classifica nazionale, al primo posto per numero d’imprese partecipanti in media ad ogni contratto, c’è Bergamo (31%), seconda Bologna (28%), terze Brescia e Milano (circa 22%).

Le imprese lombarde coinvolte in contratti di rete appartengono in prevalenza alla categoria delle micro o piccole imprese (83%), ma è presente anche una quota non trascurabile (3%) di grandi imprese. Le imprese manifatturiere sono quelle maggiormente presenti nel mondo dei contratti di rete (38,4%), seguite dalle imprese che svolgono «attività professionali, scientifiche e tecniche» (17,8%) e da quelle impegnate nel settore delle costruzioni (11,9%).

Il «fatturato complessivo» delle reti (inteso come la somma dei fatturati di tutte le imprese aderenti al contratto) nel 60% dei casi non supera i 10 milioni di euro e tale dato è rimasto invariato negli ultimi cinque anni, il che conferma il contratto come uno strumento agile per supportare la cooperazione fra realtà produttive di dimensioni medio-piccole. Rilevante la presenza di finalità operative (marketing e operations), seguite da attività di ricerca e sviluppo e internazionalizzazione. Il contratto di rete ha un impatto positivo sulla performance d’impresa e in particolare sul margine operativo lordo

Le imprese in rete hanno reagito alla crisi. Il contratto di rete risulta positivamente associato all’innovazione di processo, organizzativa e all’attivazione di nuove collaborazioni per l’innovazione. L’efficacia del contratto di rete è associata positivamente al numero di imprese extra-lombarde aderenti. La presenza di un organo comune, è associata ad una miglior performance di contratto e alla sua durata. Le imprese milanesi partecipano a reti extralombarde in misura maggiore rispetto alle imprese delle altre province. Le imprese lombarde sono più inclini a stipulare contratti che si estendono oltre i confini regionali rispetto alla media italiana.

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