Martedì 15 Aprile 2003

Dalmine, la ripresa è alle porte

Ma al momento, il giudizio rispetto alle aspettative per il 2003 resta sospeso in attesa di un delinearsi più chiaro della situazione. È il parere di Alberto Valsecchi, amministratore delegato di Dalmine Spa circa gli sviluppi futuri della società orobica, espresso a margine dell’assemblea annuale degli azionisti che ieri ha approvato il bilancio 2002 che si è chiuso con un valore del fatturato consolidato pari a 965,9 milioni di euro (-1,9% rispetto ai 985,5 milioni del 2001) ed un utile d’esercizio di 13,1 milioni di euro (contro la perdita di 3,1 milioni del 2001), mentre a livello di capogruppo, il volume d’affari si è attestato a 714,61 milioni di euro (contro i 784,74 milioni del 2001, meno 8,9%) e il risultato economico ha evidenziato una riduzione delle perdite dai 24,58 milioni del 2001 a 15,09 milioni di euro dello scorso fine dicembre.

«Da un lato, occorrerà attendere quello che accadrà al prezzo del petrolio per capire i riflessi conseguenti in un ambito significativo dell’utilizzazione dei nostri tubi - ha ricordato ieri Valsecchi -. Dall’altro, invece, sarà significativo capire quali saranno i riflessi che la fine del conflitto avrà rispetto ai comportamenti dell’economia europea nel suo complesso: il mercato, fino ad ora, è stato in fase di "wait see" (aspetta e guarda n.d.r). Di fatto, oggi, restiamo in una fase delicata dove sulle attese pesano ancora molti dubbi».

L’assemblea dal canto suo si è svolta in un clima estremamente sereno: in un’ora oltre all’approvazione del bilancio d’esercizio (a maggioranza) gli azionisti hanno confermato per il prossimo anno il consiglio d’amministrazione uscente: presidente Roberto Rocca, vice presidente esecutivo Paolo Rocca, amministratore delegato Alberto Valsecchi e consiglieri Gianfelice Rocca, Enrico Bonatti, Roberto Einaudi, Mario Ratti, Luciano Taddei ed Emilio Zanetti.

Nel corso dell’assemblea, è stato confermato come le partecipazioni «rilevanti» siano rappresentate da Techint (a cui fa capo il controllo del 46,996% del capitale Dalmine Spa) e Tenaris (a cui fa capo il 43,005% del capitale). Tra i temi emersi durante il dibattito sul bilancio, la posizione dell’indebitamento finanziario di Dalmine, la causa pendente alla Corte di Londra per il contenzioso aperto dal consorzio guidato dalla BHP - Billiton Petroleum Limited e le prospettive di mercato del settore tubi rispetto ad un’area competitor importante come la Cina.

(15/04/03)

Da L’Eco di Bergamo del 15/04/03

m.ferrari

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