Martedì 14 Dicembre 2004

Edilizia: calano gli infortuni nei cantieri della Bergamasca

Sono in diminuzione anche nella Bergamasca gli infortuni sul lavoro nei cantieri edili. Il dato è in linea con la situazione nazionale. Dieci anni fa gli indennizzati nella nostra provincia furono 2.562 (su 42 mila addetti, con un incidenza del 61,1 ogni mille); nel 2003 sono stati 2.125, su 53 mila addetti, con un’incidenza del 39,9 ogni mille. Questo, almeno, è quanto emerso in occasione di un incontro avvenuto questa mattina nella sede dell’Aceb di via Partigiani, per celebrare la giornata nazionale dedicata alla prevenzione e sicurezza nei cantieri.

Guardando alle statistiche degli anni precedenti, si può dire che il calo degli infortuni sui cantieri sia oltremodo positivo, soprattutto se riferito al settore dell’edilizia, variegato sotto il profilo occupazionale, spesso tirato in ballo proprio sugli aspetti della sicurezza precaria. Ed è comprensibile la soddisfazione dei costruttori bergamaschi nell’illustrare una situazione positiva, proprio nel giorno dedicato alla sicurezza nei cantieri. Questo netto miglioramento sul fronte degli infortuni - spiega il presidente dell’Aceb, Giulio Pandini - è anche il risultato del dialogo portato avanti da almeno vent’anni tra la cassa e la scuola edile, il comitato paritetico e i sindacati. Coinvolgendo l’Asl, la Medicina del Lavoro e la Direzione provinciale del Lavoro. Insomma la categoria si è posta già da tempo il problema di una responsabilità condivisa, e questi sono i risultati.

Tanto per fare esempi concreti, gli incidenti dovuti a cadute dall’alto, hanno fatto registrare una drastica riduzione: secondo i dati forniti dall’Inail, sono passati da 655 del 1998 a soli 64 del 2003.

Tuttavia, all’impegno degli operatori del settore pare non corrisponda un analogo impegno degli enti pubblici. Tanto è vero che - secondo il direttore generale dell’Asl, Silvio Rocchi - solo 30 Comuni sui 244 della Bergamasca hanno accolto nei regolamenti edilizi l’indicazione di prevedere sistemi di ancoraggio sui tetti delle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni.

Il settore dell’edilizia, comunque, continua a rimanere sotto i riflettori, sebbene sia al quarto posto in fatto di rischi. Il motivo di questa attenzione - secondo il direttore della Direzione provinciale del Lavoro di Bergamo, Antonio Marcianò - sta nel fatto che si tratta di un settore molto vivo e sfaccettato, con un mix di problemi: dall’infortunistica al lavoro nero, tra le prime cause di insicurezza. Quindi, se la sua capacità reattiva in Bergamasca ha portato a questi traguardi storici, è però importante mantenere alta la vigilanza.

(14/12/2004)

g.francinetti

© riproduzione riservata

Tags