Venerdì 21 Novembre 2008

Esuberi alla Honegger
Interviene Lombardini

«Non possiamo tirarci indietro, soprattutto sul nostro territorio storico, che ci ha permesso di crescere». Emilio Lombardini, amministratore delegato della Lombardini Holding di Dalmine, inquadra così il progetto che il gruppo bergamasco della grande distribuzione è pronto a realizzare in Val Seriana, aprendo prospettive di reimpiego per 150 dei 240 lavoratori considerati in esubero al Cotonificio Honegger di Albino. Numeri che Lombardini conferma e precisa: si tratterebbe di 150 posti di lavoro nuovi e netti, che si aggiungerebbero agli addetti che il gruppo di Dalmine già ha nella zona.«Fare sistema»«Abbiamo sentito parlare della necessità di fare sistema - prosegue Lombardini -. È ciò che stiamo cercando di fare, nell’assoluta disponibilità al confronto. Abbiamo accolto questo invito e cerchiamo di dare una mano, di renderci utili per creare nuovi posti di lavoro. Se c’è bisogno di fare investimenti, li facciamo, in un momento, possiamo dire, di tempesta. Non possiamo esimerci, nel segno della fiducia che è necessaria per superare questa fase particolare».Il dialogo è aperto, sia sul fronte amministrativo, il progetto interesserebbe infatti i territori di Nembro e di Albino, sia su quello sindacale, per il quale è già previsto un incontro martedì prossimo, come richiesto dalle organizzazioni dei tessili che seguono la vertenza Honegger. «Con molto rispetto per i lavoratori - ripete Lombardini -: dovremo parlarne con loro, con i loro rappresentanti e con le amministrazioni locali». Se tutti saranno d’accordo e una volta superati gli iter burocratici, dal momento che una parte dell’area Honegger dovrebbe diventare commerciale, la prospettiva è avere un nuovo supermercato a insegna Pellicano. L’impegno complessivo, tra acquisto, costruzione e allestimento, che il gruppo Lombardini è pronto a mettere sul tavolo è nell’ordine dei 20-25 milioni di euro.La superficie«La speranza è riuscire a realizzare il supermercato dei prossimi 30 anni, in linea con i migliori concorrenti già presenti in zona», dice Lombardini. Tradotto in numeri vuol dire che il supermercato dovrebbe svilupparsi su una superficie di almeno 2.500 metri quadrati.Un taglio diverso e superiore rispetto ai punti vendita che il gruppo di Dalmine ha oggi in Val Seriana e che si aggirano su superfici medie di 500-600 metri quadrati, che arrivano a mille metri quadrati con il Pellicano di Albino.Proprio da Albino, fra l’altro, è iniziata 35 anni fa la presenza di Lombardini sul territorio seriano, articolata oggi su due diversi canali di distribuzione. Partendo dalla cintura di Bergamo, il gruppo conta infatti sei supermercati Pellicano a Torre Boldone, Nembro, Albino, Gazzaniga, Leffe e Clusone e quattro discount Ld a Ranica, Nembro, Albino e Casnigo.I posti di lavoroIl nuovo progetto si porrebbe come un’aggiunta anche in termini di punti vendita anche se, aggiunge Lombardini, «ragionevolmente dovremo studiare bene cosa fare su Albino e Nembro integrando le diverse formule commerciali, ovvero supermercati e discount. Valuteremo con calma: è da studiare». Con un punto fermo sul piano occupazionale che comunque l’amministratore delegato ribadisce: i 150 posti in cui potrebbero essere reimpiegati i lavoratori in esubero al Cotonificio Honegger saranno in aggiunta rispetto al centinaio di addetti che il gruppo Lombardini ha attualmente nei dieci punti vendita della Val Seriana.Tempi ristrettiIl sasso, dunque, è lanciato e il confronto con i rappresentanti dei lavoratori del Cotonificio Honegger inizierà martedì prossimo al tavolo allargato chiesto dai sindacati dei tessili. «Ne parleremo e sarà il primo gradino di una lunga scala che dobbiamo fare», dice Lombardini. Anche se i tempi non saranno infiniti: «Abbiamo davanti due anni, non di più», aggiunge. Tanto potrebbe durare infatti la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori in uscita da Honegger. «Dobbiamo farcela. Questa è la sfida: tra carte e cantieri, dobbiamo riuscire in tempi stretti. Se no che bergamaschi siamo», conclude, con un accenno di nuovo al «fare sistema» e alla fiducia: «È finito un ciclo, è doveroso aprire prospettive nuove. Non dobbiamo essere soli».(21/11/2008)

e.roncalli

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