Il Linificio si conferma il re della Borsa

Il 2004 ha visto un’ulteriore riduzione della pattuglia di società bergamasche in Piazza Affari, con l’uscita dal listino anche di Gandalf. Il titolo della compagnia aerea, dichiarata fallita in primavera, era già stato sospeso dalle contrattazioni al Nuovo Mercato nel corso del 2003, anno che aveva visto la revoca dalla quotazione delle azioni Dalmine, dopo l’offerta pubblica di Tenaris, e delle Linificio risparmio, convertite obbligatoriamente in azioni ordinarie.

Proprio le Linificio e Canapificio Nazionale ordinarie sono state nel 2004 il titolo più brillante, con una crescita della quotazione, rispetto alla fine del 2003, dell’80,2%, nonostante una ridiscesa dai massimi dell’anno segnati a metà settembre.

Formalmente sarebbero otto le società quotata che hanno in Bergamasca la sede legale o la principale sede operativa (come lo stesso Linificio che ha trasferito da Fara Gera d’Adda a Milano la sede legale), ma la chimica Ngp con sede in via per Orio e stabilimento in Campania è sospesa da gennaio. Delle restanti sette, oltre al Linificio, hanno fatto meglio dell’indice Mibtel anche Italcementi risparmio non convertibili (più 39,3%), Gewiss (più 36,3%) e Italcementi ordinarie (più 19,8%).

Positive, anche se con un andamento sotto la media dell’indice borsistico, pure le due banche orobiche, il Credito Bergamasco (più 13,6%) e Banche Popolari Unite (più 4,1%). L’unico titolo del gruppo orobico che ha chiuso l’anno con un saldo negativo è la Brembo (meno 7,7%) che peraltro l’anno precedente era stata l’azione che aveva corso più di tutte, con un incremento del 37%, davanti ancora una volta al Linificio (più 31,9% nel 2003). Il titolo della società di impianti frenanti di Curno, coinvolto suo malgrado nelle perplessità degli analisti riguardo all’intero settore auto, dopo avere toccato il massimo dell’anno a fine giugno è poi ripiegato fino a toccare il minimo a fine settembre, per recuperare poi del 5% negli ultimi tre mesi.

Per quanto riguarda i rendimenti, facendo riferimento ai dividendi pagati nel corso del 2004 e alla quotazione all’inizio dell’anno, il miglior affare i risparmiatori che hanno puntato sulle azioni bergamasche lo hanno fatto ancora una volta con le Linificio, che hanno dato una remunerazione del 6% lordo, da sommare ovviamente all’aumento del valore dell’azione. Bene anche le Italcementi risparmio non convertibile, con un rendimento del 5,8% legato però a un dividendo straordinario deliberato per festeggiare i 140 anni dalla fondazione della società del quale hanno beneficiato anche le Italcementi ordinarie (3,2% di remunerazione). Sopra il 4%, come ormai di norma, il rendimento delle due azioni bancarie: al 4,39% per il Credito Bergamasco e al 4,67% per Banche Popolari Unite. Più contenuto invece il rendimento della Brembo (2,16%) e della Gewiss (più 1,39%): nel caso dell’azienda di Cenate il dividendo si aggiunge comunque alla forte rivalutazione del titolo, accentuato nell’ultima settimana sulla scia di voci, smentite dalla società, di una possibile revoca della quotazione.

(02/01/2004)

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