«La Cassa in deroga sta finendo Ci sono 35 mila lavoratori a rischio»

«La Cassa in deroga sta finendo
Ci sono 35 mila lavoratori a rischio»

La Cisl lancia l’allarme: altro che reddito di cittadinanza, a fine maggio circa 5 mila lavoratori lombardi resteranno senza cassa in deroga. Altri 30 mila la termineranno gradualmente nei prossimi mesi. E non avranno più nulla.

Sullo strumento che dal 2009 ha permesso di fronteggiare la profonda crisi economica e occupazionale e ha concretamente sostenuto migliaia di imprese e di lavoratori in Lombardia, sta infatti per calare il sipario. Già dall’agosto scorso il governo con un decreto ne ha sanzionato la fine prevedendo che nel 2015 ogni impresa non potesse ricorrervi per più di 5 mesi. «La priorità oggi in Lombardia non può essere il reddito di cittadinanza annunciato dalla Regione, che meriterebbe altri approfondimenti – afferma Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia -. I fondi sociali europei devono servire per creare opportunità e occasioni di sviluppo e di lavoro per i giovani. E se ci sono risorse disponibili, o individuabili, si pensi ai contratti di solidarietà, a chi sta perdendo il lavoro nelle piccole imprese, ai temi della sanità legati ai ticket e superticket».

«Si pensi a come costruire un’alternativa alla cassa in deroga – aggiunge Domaneschi -. In Lombardia abbiamo ottenuto di frazionare i 5 mesi nell’arco dell’anno, ma la situazione rischia di diventare drammatica». Secondo la Cisl Lombardia, occorre accelerare sulle riforme annunciate.«Il governo deve al più presto realizzare la riforma della cassa integrazione, estendendola anche alle medie e piccole imprese e puntando di più sui contratti di solidarietà - afferma Domaneschi -. La maggioranza dei lavoratori lombardi opera in aziende al di sotto dei 15 dipendenti che devono contribuire, anche tramite i fondi bilaterali, a pagare un nuovo ammortizzatore».

Nell’attesa che la situazione si sblocchi a livello nazionale, la Cisl lombarda sollecita la Regione a fare di più per sostenere le piccole e medie aziende colpite dalla crisi. «La Regione non deve limitarsi ad eseguire i decreti romani – sottolinea Domaneschi -. Abbiamo proposto di finanziare degli accordi di solidarietà volontari che impediscano i licenziamenti e ci aspettiamo più tempestività nei pagamenti delle indennità di cassa integrazione. Solo nei prossimi giorni, infatti, cominceranno ad essere pagate le indennità di fine 2014».


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