Giovedì 25 Ottobre 2007

Meccanica in ripresa: ma si trascinano situazioni critiche

Ordinativi in crescita, carichi di lavoro sostenuti: nel complesso, il settore meccanico nella nostra provincia sta vivendo una situazione abbastanza positiva. Certo, non mancano situazioni critiche in alcune aziende che si trascinano da mesi. Ma a preoccupare il sindacato in questa fase è soprattutto il settore del meccanotessile, dove i segnali sono negativi.

«Il meccanotessile è il comparto più delicato - dice il segretario provinciale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano -. La Promatech alla ripresa dalle ferie ha registrato un calo degli ordinativi e questo ci preoccupa per le ripercussioni che può avere sulle aziende dell’indotto e su tutta la struttura produttiva della Val Seriana. Abbiamo chiesto al gruppo Itema di aprire una discussione chiara e approfondita sul piano industriale che sta predisponendo. Chiediamo attenzione per i siti produttivi bergamaschi del gruppo e per la salvaguardia dei livelli occupazionali». Per la fine del mese è in programma un incontro tra i sindacati e i Radici.

Nell’ambito più generale della meccanica, le crisi - continua Uliano - «riguardano aziende con problemi legati a processi di delocalizzazione e riorganizzazione aziendale». Dalla Andrew Telecommunication di Capriate San Gervasio alla Ken Electric di Cisano Bergamasco (in queste due aziende la Cassa integrazione è in scadenza a novembre; e alla Andrew la discussione è aperta sulla mobilità per 14), dalla Toora di San Paolo d’Argon alla Dorel di Telgate, dalla Neolt di Ponte San Pietro alla Mcs di Urgnano, sono questi i casi più emblematici di aziende in difficoltà nel comparto meccanico. Senza ovviamente dimenticare l’ancora irrisolto problema della Donora di Cortenuova che da un anno ha cessato la produzione di frigoriferi. «Sulla Dorel - dice in particolare il segretario Fim - in queste ore abbiamo un incontro per illustrare alle aziende della zona di Telgate e Grumello il duplice vantaggio ad assorbire personale Dorel derivante dagli sgravi contributivi per la mobilità e dai finanziamenti aggiuntivi messi a disposizione dalla Provincia. Per quanto riguarda la Donora, la preoccupazione è che alla reindustrializzazione siano interessate aziende di logistica in grado di assorbire meno personale rispetto ad un’impresa industriale».

Anche il segretario provinciale della Fiom-Cgil Mirco Rota mette in evidenza alcuni casi: «Il piano industriale Promatech annunciato ma non ancora arrivato; i problemi di liquidità alla Toora; le prospettive della Andrew comprata da una multinazionale Usa che non ha insediamenti in Italia; e poi la Neolt e la Pirola di Ponte. E ovviamente il punto critico della Donora. In generale, la situazione della meccanica bergamasca è meno sofferente rispetto a un anno fa. Le aziende si sono irrobustite e chiedono più ore straordinarie per l’aumento degli ordinativi».

Un’analisi confermata anche dal segretario provinciale Uilm-Uil Maurizio Testoni: «Il comparto meccanico bergamasco sta andando abbastanza bene, in particolare le grosse imprese. Questo è ovviamente di buon auspicio anche in vista del rinnovo del contratto nazionale di lavoro su cui speriamo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno».

(25/10/2007)

r.clemente

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