Giovedì 13 Gennaio 2005

«Meno sicurezza sul lavoro»

Il nuovo Testo unico sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, elaborato dal governo, è un «passo indietro» rispetto al passato. A sostenerlo sono Cgil, Cisl e Uil che domani, venerdì 14 gennaio, dalle ore 9 alle ore 13,30, nella ex Borsa Merci di via Petrarca 10, terranno l’assemblea provinciale dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza avente come tema «Il nuovo testo unico del governo. Si riscrivono le leggi e le normative per la sicurezza sui posti di lavoro, compresa la legge 626».

I lavori saranno aperti alle 9,25 dalla relazione introduttiva di Paola Agnello Modica, della segreteria nazionale della Cgil. Seguirà alla ore 10,10 l’illustrazione del nuovo Testo unico del governo da parte di Gabriella Galli della Uil nazionale. Dopo il dibattito, previsto per le 10,55, ci saranno le conclusione dei lavori di Renzo Bellini della segreteria nazionale Cisl.«I contenuti in discussione sul nuovo testo unico sulla sicurezza smentiscono le finalità dichiarate sul riordino e l’armonizzazione delle diverse normative legislative sulla sicurezza. È invece un passo indietro nella lotta agli infortuni e alle malattie professionali; l’ampia riduzione degli obblighi dei datori di lavoro sulla prevenzione con la conseguente deresponsabilizzazione, riduce anziché aumentare la tutela dei lavoratori», dicono Marcello Gibellini, Ferdinando Piccinini e Marco Cicerone per Cgil, Cisl, Uil Bergamo». Secondo i sindacalisti, «si premia, di fatto, la parte più retriva e miope dell’imprenditoria che svolge la propria attività economica esclusivamente nella logica del profitto a tutti i costi anche con il grave rischio della salute e della sicurezza dei dipendenti». A livello locale, inoltre, a detta di Cgil, Cisl e Uil, «occorre rilanciare l’iniziativa per una azione di prevenzione attraverso il rafforzamento di tutta le rete dei Rappresentanti lavoratori sicurezza, con investimenti su una formazione sempre più mirata, utilizzando la positiva esperienza della bilateralità». Bisogna anche dotare di risorse gli enti ispettivi e intervenire nel lavoro immigrato (che ha bisogno di interventi formativi più ampi per la prevenzione degli infortuni) e nell’area del lavoro interinale.

(13/01/2005)

fa.tinaglia

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