Sabato 19 Giugno 2004

Oltre 80 mila bergamaschi in attesa del rinnovo del contrato di lavoro

Sono circa 84 mila sono bergamaschi in attesa del rinnovo dei contratti di lavoro, sui 5 milioni di lavoratori italiani. L’attesa, per tutti, è quella di vedere finalmente siglata la nuova intesa nazionale nei rispettivi settori dopo che, a diversi mesi dalla scadenza del contratto nazionale, non è ancora stato raggiunto un accordo.

Il rinnovo dei contratti riguarda in particolare i seguenti settori:

Pubblico Impiego - comparto pubblico (amministrazioni centrali ma anche enti locali e sanità), contratti scaduti il 31 dicembre 2003. Nella Bergamasca riguarda circa 37 mila dipendenti, la richiesta è un aumento salariale di circa l’8%. Il Governo è disponibile per il 3,6%.

Commercio - il contratto, scaduto a fine 2002, riguarda circa 1,5 milioni di lavoratori (40 mila a Bergamo). La trattativa proseguirà lunedì e giovedì prossimi e al momento le distanze sono tra i 130 euro richiesti dai sindacati (oltre a 14 euro già erogati e 10 di assistenza sanitaria integrativa) e i 115 proposti dalle aziende.

Banche - mercoledì l’Abi e Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca e Falcri hanno raggiunto un accordo sulla responsabilità sociale delle imprese. Il confronto sulla parte economica e normativa è fissato per venerdì e per il 2 luglio. La richiesta sindacale è di 185 euro di aumento medio mensile a regime oltre alla riduzione di orario di mezz’ora alla settimana. Si sono invece interrotte le trattative sul secondo tavolo (quello con Fabi, Sinfub e Dircredito). Il contratto che riguarda circa 300.000 lavoratori (6 mila in Bergamasca) è scaduto alla fine del 2001 per la parte normativa e alla fine del 2003 per quella economica.

Trasporto locale - per il contratto scaduto alla fine del 2003 i sindacati hanno presentato una piattaforma per un aumento salariale di 131 euro medi a regime. L’accordo attuale che riguarda circa 100.000 lavoratori (mille a Bergamo) era stato rinnovato solo alla vigilia di Natale dell’anno scorso con quasi due anni di ritardo. I sindacati unitariamente hanno proclamato uno sciopero per martedì 6 luglio.

(19/06/2004)

g.francinetti

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